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                                                               le costruzioni in rete

 

DIAMANTE

centrale solare trigenerativa

 

 Prof. Ing. Pier Luigi MAFFEI

Data di pubblicazione: 14/11/2007

 


Le preoccupazioni per i cambiamenti climatici, in parte dovuti anche all’emissione di biossido di carbonio in atmosfera per la produzione di energia, hanno accelerato i ritmi di una ricerca finalizzata all’impiego di energie rinnovabili, all’uso razionale dell’energia e al risparmio energetico. Le applicazioni collegate a tale ricerca, devono ovviamente tener conto delle situazioni ambientali e paesaggistiche e rispettare i caratteri degli edifici di valore storico ed artistico.

Sulla base di questa premessa, allorché nell’ambito delle attività svolte per convenzione tra la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa ed ENEL ricerche, ci si è trovati ad affrontare come dare energia alla “Bottega dell’arte e della comunicazione” ideata da Oliviero Toscani, nel Podere “La Sterpaia” del Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, sono state effettuate analisi e valutazioni che hanno portato ad una soluzione innovativa: il ‘Diamante’.

Per un luogo che fa parte della Selva Pisana, riconosciuta dall’UNESCO come Riserva della Biosfera, occorreva uno sforzo creativo per superare i modelli tradizionali che vedono le centrali nascoste in contesti edilizi preesistenti, o parti di impianto in vista a deturpare le linee di architetture in armonia con l’ambiente ed il paesaggio. L’obiettivo principale era quello di dare energia pulita per rendere energeticamente autosufficiente il complesso “La Sterpaia”.

Quale forma e quali dimensioni avrebbe potuto prendere una centrale energetica solare di nuova generazione, qualora si superasse la consuetudine di applicare pannelli sull’involucro edilizio, anche ad edifici di valore, e allorché si volesse mostrare come si fornisce l’energia?
Nacque così, dallo studio della domanda di energia per le funzioni da esplicare e per le attività da svolgere (utilitas), per ottenere una struttura sicura (stabilitas) e per corrispondere alle caratteristiche del luogo con un valore estetico adeguato all’ambiente (venustas), il Diamante.

Per corrispondere ai vari aspetti è stato determinante il metodo adottato: l’Analisi del Valore e la tecnica operativa messa a punto dal Centro Studi Analisi del Valore (CeSAV) nell’ambito del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Pisa e presentato nella circostanza per far emergere “Il Valore dell’Energia”, nacque l’idea di una centrale energetica che presentasse la sua immagine completa ed organica ed esaltasse le caratteristiche di un impianto di nuova generazione, basato sull’impiego di energia pulita e silenziosa, al contempo efficiente, funzionale, flessibile e reversibile, con una struttura adatta ad inserirsi nel contesto di sistemi edilizi ambientali significativi, senza creare turbative.

Il
‘Diamante’ è, infatti, una centrale solare e al contempo uno strumento di comunicazione e di educazione all’uso di fonti rinnovabili.
Nei luoghi di grande valore naturalistico, ambientale e paesaggistico, il ‘Diamante’ si può presentare come se fosse sospeso su una lente d’acqua nella quale si riflette o in sommità ad un rilevato verde che racchiude, in parte, la centrale comprendente le macchine e le apparecchiature computerizzate che presentando il tipo di energia prodotta, la quantità richiesta ed utilizzata nell’istante che si guarda il monitor, svolgono anche il compito educativo all’uso di un’energia prodotta in modo pulito e silenzioso.
Il ‘Diamante’ trasmette quindi anche lo spirito creativo de “La Sterpaia” e lancia un messaggio: un mondo sostenibile è possibile.

 


Il “diamante” nasce da una opportunità, da una volontà e da una esigenza

L’opportunità
Il ‘Diamante’ è stato pensato per “La Sterpaia”, la nuova bottega dell’arte e della comunicazione ideata da Oliviero Toscani, ubicata nel Parco regionale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, lungo la costa compresa tra Viareggio e Livorno, al centro di un territorio comprendente anche il Centro di ricerche agro ambientali "Enrico Avanzi" dell'Università di Pisa definito la "Selva Pisana che l'UNESCO ha istituito come Riserva della Biosfera.
Il ‘Diamante’ è da riguardarsi anche come strumento di comunicazione.

La volontà
Si intendeva dare un’immagine evidente, significativa e comunicativa della centrale energetica di nuova generazione per l’edilizia ecosostenibile, a vantaggio dell’attuale e delle future generazioni.

L’esigenza
L’intento era quello di creare una struttura con la capacità di informare, formare e far crescere la cultura della ecosostenibilità per salvare il Pianeta Terra, contribuendo a ricreare quell’equilibrio che l’inquinamento sta compromettendo.
Per tutti coloro che si occupano di edilizia, settore che assorbe il 41% dell’energia di cui oggi c’è necessità nel Paese, l’impegno deve essere posto sul corretto impiego dell’energia indispensabile per assicurare condizioni di vivibilità, in rapporto alle attività che si svolgono e alle funzioni che si esplicano.

energia
quanta ne occorra e basti, generata da fonti rinnovabili, pulita

Da qui il “diamante”, capace di fornire energia tratta da fonti rinnovabili sufficiente per gestire complessi edilizi, per natura e dimensione tali da poter risultare autosufficienti dal punto di vista energetico, non tralasciando occasioni nelle quali l’energia prodotta in surplus possa essere riversata su altre strutture.

ANALISI DEL VALORE
Alla base dell’ideazione e dei ragionamenti che hanno condotto al “diamante” ci sta

VALORE DELL’ENERGIA

individuato sulla base di una completa informazione e di creatività espressa da un gruppo di ricerca interdisciplinare coordinato, che ha operato con l’

- “Perché il diamante?” La struttura e la sua forma sono derivate dal concepire l’Architettura secondo il trattato di Vitruvio che indicava in

UTILITAS FIRMITAS VENUSTAS

le tre condizioni da rispettare contestualmente affinché un edificio possa rientrare nella definizione di
ARCHITETTURA

Caratteristiche tecniche
- pannelli fotovoltaici, montati sulle facce piane triangolari di una struttura geodetica di Fuller, fatta di componenti di vetro e acciaio inossidabile. che producono energia elettrica che, quando non viene usata, è conservata sotto forma di idrogeno
- la struttura è adatta ad accogliere nei posti ove è necessario i pannelli fotovoltaici che devono essere raggiunti dai raggi solari in perpendicolare. Pannelli fotovoltaici si alternano a facce vuote o vetrate a seconda della latitudine e della longitudine del manufatto
- la soluzione adottata è elastica e flessibile, consentendo l’impiego di varie fonti rinnovabili: sole, idrogeno, biomasse con la promiscuità di utilizzo delle stesse.
- il sistema permette la produzione di acqua calda e l’alimentazione di un sistema di condizionamento dell’aria del complesso edilizio servito
- facilità di montaggio e smontaggio
- reversibilità dell’intervento: il diamante può essere rimosso e trasferito altrove

 

 



Gruppo di Lavoro IL DIAMANTE PER LA STERPAIA
ricerca condotta per convenzione tra ENEL Ricerca e
Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa – Consorzio Pisa Ricerche

Pier Luigi Maffei
Responsabile e Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Il Diamante per La Sterpaia”

Maurizio Froli - Consulente scientifico per la Struttura

Davide Cecchini
Eleonora De Michele
Gianluca Gigliucci
Silvia Maffei
Massimiliano Martino
Gerardo Masiello
Beatrice Parenti

 

 
 

 


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