Le
preoccupazioni per i cambiamenti
climatici, in parte dovuti anche
all’emissione di biossido di
carbonio in atmosfera per la
produzione di energia, hanno
accelerato i ritmi di una
ricerca finalizzata all’impiego
di energie rinnovabili, all’uso
razionale dell’energia e al
risparmio energetico. Le
applicazioni collegate a tale
ricerca, devono ovviamente tener
conto delle situazioni
ambientali e paesaggistiche e
rispettare i caratteri degli
edifici di valore storico ed
artistico.
Sulla base di questa premessa,
allorché nell’ambito delle
attività svolte per convenzione
tra la Facoltà di Ingegneria
dell’Università di Pisa ed ENEL
ricerche, ci si è trovati ad
affrontare come dare energia
alla “Bottega dell’arte e della
comunicazione” ideata da
Oliviero Toscani, nel Podere “La
Sterpaia” del Parco Regionale di
Migliarino, San Rossore e
Massaciuccoli, sono state
effettuate analisi e valutazioni
che hanno portato ad una
soluzione innovativa: il ‘Diamante’.
Per un luogo che fa parte della
Selva Pisana, riconosciuta
dall’UNESCO come Riserva della
Biosfera, occorreva uno sforzo
creativo per superare i modelli
tradizionali che vedono le
centrali nascoste in contesti
edilizi preesistenti, o parti di
impianto in vista a deturpare le
linee di architetture in armonia
con l’ambiente ed il paesaggio.
L’obiettivo principale era
quello di dare energia pulita
per rendere energeticamente
autosufficiente il complesso “La
Sterpaia”.
Quale forma e quali dimensioni
avrebbe potuto prendere una
centrale energetica solare di
nuova generazione, qualora si
superasse la consuetudine di
applicare pannelli
sull’involucro edilizio, anche
ad edifici di valore, e allorché
si volesse mostrare come si
fornisce l’energia?
Nacque così, dallo studio della
domanda di energia per le
funzioni da esplicare e per le
attività da svolgere (utilitas),
per ottenere una struttura
sicura (stabilitas) e per
corrispondere alle
caratteristiche del luogo con un
valore estetico adeguato
all’ambiente (venustas), il
Diamante.
Per corrispondere ai vari
aspetti è stato determinante il
metodo adottato: l’Analisi del
Valore e la tecnica operativa
messa a punto dal Centro Studi
Analisi del Valore (CeSAV)
nell’ambito del Dipartimento di
Ingegneria Civile
dell’Università di Pisa e
presentato nella circostanza per
far emergere “Il Valore
dell’Energia”, nacque l’idea di
una centrale energetica che
presentasse la sua immagine
completa ed organica ed
esaltasse le caratteristiche di
un impianto di nuova
generazione, basato sull’impiego
di energia pulita e silenziosa,
al contempo efficiente,
funzionale, flessibile e
reversibile, con una struttura
adatta ad inserirsi nel contesto
di sistemi edilizi ambientali
significativi, senza creare
turbative.
Il
‘Diamante’
è, infatti, una centrale solare
e al contempo uno strumento di
comunicazione e di educazione
all’uso di fonti rinnovabili.
Nei luoghi di grande valore
naturalistico, ambientale e
paesaggistico, il ‘Diamante’ si
può presentare come se fosse
sospeso su una lente d’acqua
nella quale si riflette o in
sommità ad un rilevato verde che
racchiude, in parte, la centrale
comprendente le macchine e le
apparecchiature computerizzate
che presentando il tipo di
energia prodotta, la quantità
richiesta ed utilizzata
nell’istante che si guarda il
monitor, svolgono anche il
compito educativo all’uso di
un’energia prodotta in modo
pulito e silenzioso.
Il ‘Diamante’ trasmette quindi
anche lo spirito creativo de “La
Sterpaia” e lancia un messaggio:
un mondo sostenibile è
possibile.

Il “diamante” nasce da una
opportunità, da una volontà e da
una esigenza
L’opportunità
Il ‘Diamante’ è stato pensato
per “La Sterpaia”, la nuova
bottega dell’arte e della
comunicazione ideata da Oliviero
Toscani, ubicata nel Parco
regionale di Migliarino, San
Rossore, Massaciuccoli, lungo la
costa compresa tra Viareggio e
Livorno, al centro di un
territorio comprendente anche il
Centro di ricerche agro
ambientali "Enrico Avanzi"
dell'Università di Pisa definito
la "Selva Pisana che l'UNESCO ha
istituito come Riserva della
Biosfera.
Il ‘Diamante’ è da riguardarsi
anche come strumento di
comunicazione.
La volontà
Si intendeva dare un’immagine
evidente, significativa e
comunicativa della centrale
energetica di nuova generazione
per l’edilizia ecosostenibile, a
vantaggio dell’attuale e delle
future generazioni.
L’esigenza
L’intento era quello di creare
una struttura con la capacità di
informare, formare e far
crescere la cultura della
ecosostenibilità per salvare il
Pianeta Terra, contribuendo a
ricreare quell’equilibrio che
l’inquinamento sta
compromettendo.
Per tutti coloro che si occupano
di edilizia, settore che assorbe
il 41% dell’energia di cui oggi
c’è necessità nel Paese,
l’impegno deve essere posto sul
corretto impiego dell’energia
indispensabile per assicurare
condizioni di vivibilità, in
rapporto alle attività che si
svolgono e alle funzioni che si
esplicano.
energia
quanta ne occorra e basti,
generata da fonti rinnovabili,
pulita
Da qui il “diamante”, capace di
fornire energia tratta da fonti
rinnovabili sufficiente per
gestire complessi edilizi, per
natura e dimensione tali da
poter risultare autosufficienti
dal punto di vista energetico,
non tralasciando occasioni nelle
quali l’energia prodotta in
surplus possa essere riversata
su altre strutture.
ANALISI DEL VALORE
Alla base dell’ideazione e dei
ragionamenti che hanno condotto
al “diamante” ci sta
VALORE DELL’ENERGIA
individuato sulla base di una
completa informazione e di
creatività espressa da un gruppo
di ricerca interdisciplinare
coordinato, che ha operato con
l’
- “Perché il diamante?” La
struttura e la sua forma sono
derivate dal concepire
l’Architettura secondo il
trattato di Vitruvio che
indicava in
UTILITAS FIRMITAS VENUSTAS
le tre condizioni da rispettare
contestualmente affinché un
edificio possa rientrare nella
definizione di
ARCHITETTURA
Caratteristiche tecniche
- pannelli fotovoltaici, montati
sulle facce piane triangolari di
una struttura geodetica di
Fuller, fatta di componenti di
vetro e acciaio inossidabile.
che producono energia elettrica
che, quando non viene usata, è
conservata sotto forma di
idrogeno
- la struttura è adatta ad
accogliere nei posti ove è
necessario i pannelli
fotovoltaici che devono essere
raggiunti dai raggi solari in
perpendicolare. Pannelli
fotovoltaici si alternano a
facce vuote o vetrate a seconda
della latitudine e della
longitudine del manufatto
- la soluzione adottata è
elastica e flessibile,
consentendo l’impiego di varie
fonti rinnovabili: sole,
idrogeno, biomasse con la
promiscuità di utilizzo delle
stesse.
- il sistema permette la
produzione di acqua calda e
l’alimentazione di un sistema di
condizionamento dell’aria del
complesso edilizio servito
- facilità di montaggio e
smontaggio
- reversibilità dell’intervento:
il diamante può essere rimosso e
trasferito altrove

Gruppo di Lavoro IL DIAMANTE PER
LA STERPAIA
ricerca condotta per convenzione
tra ENEL Ricerca e
Facoltà di Ingegneria
dell’Università di Pisa –
Consorzio Pisa Ricerche
Pier Luigi Maffei
Responsabile e Coordinatore del
Gruppo di Lavoro “Il Diamante
per La Sterpaia”
Maurizio Froli -
Consulente scientifico per la
Struttura
Davide Cecchini
Eleonora De Michele
Gianluca Gigliucci
Silvia Maffei
Massimiliano Martino
Gerardo Masiello
Beatrice Parenti