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CULTURA DELLA ECO-SOSTENIBILITA’

&

GOVERNO DEL TERRITORIO

 Prof. Ing. Pier Luigi MAFFEI

Data di pubblicazione: 06/2005

Università di Pisa, Facoltà di Ingegneria
via Diotisalvi 2 - Pisa
e-mail:
plmaffei@ing.unipi.it

CONCETTO DI ECO-SOSTENIBILITÀ

Il concetto di eco-sostenibilità si basa sui seguenti punti:

§         l’esistenza di vincoli in un pianeta finito, ovverosia il riconoscimento che esiste una “carrying capacity” del Pianeta Terra

§         la consapevolezza che la seconda legge della termodinamica pone dei limiti agli usi e alle trasformazioni energetiche

§         l’accettazione dell’ipotesi di Herman Daly: padre della teoria della sostenibilità, il quale afferma che solamente ritornando ai fondamenti biofisici della natura e ai fondamenti morali della società, avremo una “economia” adatta ad affrontare la sfida della complessità ecologica e della sostenibilità. 

Ogni attività ed intervento umano che vada ad interessare il Pianeta deve essere quindi programmato e progettato in modo tale che l’operato risulti compatibile con il sistema più ampio di cui la Terra è parte, secondo un concetto di “economia”, da oikos=casa, che si rivolge a tutti gli aspetti in una visione olistica. che presuppone l’approccio interdisciplinare ccordinato ed una risposta globale. Economica, non è infatti la risposta al minor costo possibile, rischiando magari di non ottenere il servizio richiesto, ma è quella di “valore”, al quale corrisponde cioè il più alto possibile rapporto  tra l’utilità del servizio ed il costo globale che comporta poterlo ottenere, in determinate circostanze e per un congruo periodo di tempo, oltre il quale le cose potranno o dovranno essere ripensate.

Tale rapporto, nell’Analisi del Valore, è definito Indice di Valore.

Per raggiungere l’obiettivo di uno sviluppo compatibile con le caratteristiche dell’ambiente, il concetto di “sostenibilità” va quindi assunto come paradigma guida, in quanto esso presuppone che la crescita economica e sociale di ogni realtà venga perseguita senza compromettere l'integrità dell’ecosistema e la capacità di soddisfare i bisogni dell’attuale e delle future generazioni.

Come per tutte le entità complesse, il problema va di conseguenza affrontato con una cultura di processo, ricorrendo ad un metodo di approccio interdisciplinare coordinato, in una visione globale, espressione della convergenza di tutte le informazioni portatrici di reali e comprovate esigenze, e della rinuncia ai particolarismi contrari all’interesse generale comune, assumendo la diversità delle culture e la specificità dei luoghi come valori da rispettare e quindi vincoli, da non riguardarsi come inevitabili fardelli, ma come stimoli alla creatività per esprimere tutte le potenzialità.

Dalle informazioni assunte, per la qualcosa è importante la partecipazione più ampia possibile, favorita dai Forum di Agenda XXI e dalle elaborazioni conseguenti al raggiungimento dell’obiettivo della “sostenibilità”, ne deriva la valutazione della compatibilità e della incompatibilità delle attività e degli interventi, per evitare sprechi di risorse, per consentire sinergie e compiere scelte adeguate nell’ottica del rispetto dei diritti umani in una visione globale integrata.

 

GOVERNO DEL TERRITORIO

Parlando oggi di “costruire sostenibile” non si rischia più di trovare una platea impreparata: il termine "sostenibilità", negli ultimi anni, è stato sempre più usato, e talvolta abusato, nel settore dell'architettura in genere e nella politica del territorio; così che oggi la totalità degli strumenti urbanistici proposti, dalle norme tecniche di attuazione ai regolamenti edilizi, ne parlano, ma non sempre in modo costruttivo, dimenticando che è problema di cultura da far crescere in tutte le fasi del processo degli interventi sul territorio: programmazione, progettazione, realizzazione e gestione.

Con l’introduzione a livello regionale prima, e nazionale poi, dell'attestazione di conformità (DIA) come strumento con il quale intervenire sul costruito, ovvero procedere alla nuova costruzione nel caso di piani attuativi approvati dallo strumento urbanistico di programmazione (PRG o RU), è aumentata la responsabilità del progettista nella autoverifica dei requisiti urbanistici, architettonici e tecnici, ciò che richiede una adeguata formazione e una capacità di lavoro di gruppo, anche perché è sempre più pressante la richiesta di norme prestazionali, anziché prescrittive in termini di soluzioni tecniche conformi, ciò che richiede una progressiva presa di coscienza sui temi della sostenibilità globale.

Ecco perché è importante insistere molto sul metodo e sulle tecniche operative tipiche dell’Analisi del Valore, basata su un Indice di Valore applicabile anche alle entità complesse e quindi anche alle problematiche ambientali, venendo in aiuto delle pubbliche amministrazione nel promuovere un’edilizia consapevole dei temi della salvaguardia globale dell’ambiente.

Molte Amministrazioni Pubbliche hanno introdotto incentivi per le costruzioni che rispettano specifici criteri di conformità alle indicazioni della bioarchitettura, oppure hanno previsto nei regolamenti deroghe agli standard urbanistici e edilizi per la realizzazione di elementi tecnici quali serre solari, logge ed altri elementi utili alla bioclimatica dell'edificio.

Seguendo l’esempio di Barcellona e della sua “ordinanza solar” del 2000 sono molti i comuni che si sono dotati di regolamenti edilizi che incentivano l’uso di soluzioni sostenibili per l’edilizia. Sconto degli oneri di urbanizzazione; possibilità di realizzare una volumetria maggiore rispetto ai limiti dei regolamenti edilizi; “riserva” esclusiva sulle aree; sconto ICI. È questo il ventaglio delle principali opportunità di risparmio che gli enti locali offrono a promotori immobiliari ed acquirenti - proprietari per rendere più attrattiva l’alternativa ecologica.

L’Italia è il Paese più coinvolto nel progetto europeo She (Sustainable housing in Europe) per realizzare 714 alloggi “verdi” in quattro nazioni e su un campione di quasi 250 enti locali, 135 hanno già deliberato una forma di incentivo per la bioedilizia. Il resto del campione si divide fra chi ha valutato ma finora escluso gli incentivi (23 enti); chi non li ha ancora considerati (88) e chi li considererà in futuro (tre enti locali).

In Provincia di Bolzano è stato elaborato un marchio di qualità (“CasaClima”) per gli immobili che utilizzano al meglio l’energia e sta addirittura sperimentando le celle ad idrogeno in alternativa al metano.

A Faenza, vengono premiati con un aumento degli indici di edificabilità i progetti in linea con i principi della bioarchitettura (orientamento dell’immobile, risparmio energetico, utilizzo di materiali naturali).

La forma di incentivo preferita dai Comuni consiste nello sconto sugli oneri di urbanizzazione (attuata dal 28% degli enti locali). Un Comune su cinque (il 21%) incentiva invece la bioedilizia concedendo la possibilità di aumentare le cubature degli edifici. Il 16% degli enti locali vincola l’edificabilità di alcune aree all’edilizia sostenibile. Infine il 12% concede uno sconto sull’Ici e un altro 12% mette a disposizione finanziamenti attraverso bandi.

Anche tra i Comuni che stanno valutando quali forme d’incentivo attuare, lo sconto sugli oneri di urbanizzazione rimane la tipologia favorita, segnalata dal 44% delle amministrazioni, seguito dallo sconto sull’Ici (35%), da obblighi specifici nelle convenzioni per le aree (34%), dall’incentivo volumetrico (32%), dai bandi (29%) e altre forme (5 per cento), da realizzare su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.

Ne emerge un quadro di grande maturazione collettiva dei temi della sostenibilità ambientale ed edilizia, dal quale è necessario partire per una riflessione critica che porti ad un ulteriore fase di maturazione, chiarendo in prima linea gli obiettivi che si intendono perseguire e partendo anche da una analisi di quanto si sta facendo in ambito nazionale.

Dal momento che:

§         la velocità dei cambiamenti in atto e l’evoluzione delle situazioni sociali ed economiche richiedono di sviluppare la cultura dei contributi interdisciplinari coordinati, da mettere a supporto delle decisioni politiche

§        occorre distinguere con chiarezza il momento della programmazione pluriennale dal momento dei progetti di attuazione, redigendo a conclusione del programma, per ogni iniziativa da intraprendere, un Documento preliminare all'avvio della progettazione – Dpp

si prospetta il ricorso all’Analisi del Valore come metodo innovativo nel settore degli interventi territoriali con attenzioni rivolte alla eco-sostenibilità, in tutte le fasi del processo, che introduce un sistema di valutazione atto a promuovere un uso consapevole delle risorse economiche nel tempo, tramite il raccordo dell’aspetto sociale e funzionale con quello economico-gestionale, in sinergia con gli aspetti ambientali.

 

ANALISI DEL VALORE

L’Analisi del Valore (AV) è un metodo che comprende una rigorosa tecnica operativa che prevede fasi di attività interdisciplinari coordinate.

 AV consente di valutare e misurare l’utilità derivante dalla soddisfazione delle esigenze dell’utente/utiulizzatore di una qualsiasi entità: prodotto o servizio in rapporto ai costi globali, all’interno delle risorse che si può e si intende utilizzare per iul raggiungimento degli obiettivi prefissati, in qualsiasi situazione di luogo e di tempo.

Per costo globale si intende la somma del costo di produzione e del costo di gestione nella vita utile ipotizzata.

Il Gruppo AV (gAV), coordianto da un esperto AV, dovrà comprendere tutti gli esperti delle varie discipline in gioco, ma anche un non esperto, il provocatore, capace di suggerire e di richiedere chiarimenti ogniqualvolta ravvisi la necessità di farlo, in rappresentanza dell’utente e/o dell’utilizzatore dell’entità presa in considerazione.

AV consente di governare la complessità ed è stata ormai sperimentata in molti casi di studio, a qualsiasi scala e per problremi di diversa natura, dalla Scuola Pisana di Gestione e Analisi del Valore.

Il parametro utilizzato per creare valore e per confrontare più soluzioni di uno stesso problema in termini di valore, nell’accezione di Lawrence D. Miles, è l’Indice di Valore (Iv). Esso si riferisce a una o più funzioni, ma anche all’insieme delle funzioni primarie esplicate da una qualsiasi entità. In particolare, di fronte ad una soluzione originaria, il gAV si esprime nella fase creativa con soluzioni alternative, ed in tal caso Iv consente di mettere all’attenzione del decisore tutte le proposte in ordine di priorità, rispetto al valore delle stesse, ovverosia del rapporto tra l’utilità (W=worth) che deriva al soggetto fruitore dal poter esplicare le funzioni, in un certo luogo e per tutto un periodo di tempo, ed il costo globale (C) che comporta poterle esplicare in dette circostanze, stando all’interno delle risorse che si è disposti a tal scopo ad impegnare, nel tempo.

L’utilità viene quantificata dal gAV in termini di minimo prezzo che il gruppo dichiara di essere disposto a pagare, in dette circostanze ambientali e per il richiesto periodo di tempo, ai fini di poter esplicare le funzioni, avendone il previsto servizio, le previste prestazioni.

L’introduzione del costo globale riferito alla vita utile ipotizzata per l’entità presa in considerazione, consente di andare verso forme innovative di gestione degli interventi alla scala edilizio-ambientale e ad approfondimenti tematici sulla finanza di progetto anche in caso di società di trasformazione urbana (STU).

In sintesi: l’Analisi del Valore insegna che qualsiasi entità può essere riguardata in termini funzionali, raccordando le soluzioni alle risorse di cui si dispone o che comunque si intende utilizzare allo scopo prefissato.

L’approccio interdisciplinare coordinato consente di portare a sintesi i vari contributi e di analizzare  le funzioni primarie che verranno valutate sia per quanto attiene la soluzione originaria, sia quelle prodotte in alternativa nella fase creativa, per ottenere le prestazioni richieste nella vita utile ipotizzata ai costi globali prefissati, dando più valore al servizio che si intende rendere.

Il contributo del metodo AV è importante se rigorosamente applicato, tenendo conto che non si può prescindere dal lavoro di gruppo con fasi di attività interdisciplinare, dal rigore nello svolgimento delle attività suddivise in cinque fasi, più quella di implementazione, dal porre l’attenzione sulle funzioni che devono essere rigorosamente definite e classificate, dalla stima delle utilità delle funzioni primarie da esplicare, dalla stima dei costi globali che conseguono a poterle esplicare nel tempo considerato, dall’esprimere nella fase creativa soluzioni alternative rispetto a quella originariamente analizzata. Il lavoro si completerà con una adeguata presentazione delle soluzioni in ordine di priorità per il valore stimato, a supporto di coloro che dovranno compiere le scelte.

 

Come per tutte le entità complesse, il problema va di conseguenza affrontato con una cultura di processo, ricorrendo ad un metodo di approccio interdisciplinare coordinato, in una visione globale espressione della convergenza di tutte le informazioni portatrici di reali e comprovate esigenze e della rinuncia ai particolarismi contrari all’interesse generale comune, assumendo la diversità delle culture e la specificità dei luoghi come valori da rispettare e quindi vincoli, non già da riguardarsi come inevitabili fardelli, ma come stimoli alla creatività per esprimere tutte le potenzialità.

Dalle informazioni assunte e dalle elaborazioni conseguenti al raggiungimento dell’obiettivo della “sostenibilità” ne deriva la valutazione della compatibilità ed incompatibilità delle attività e degli interventi, al fine di evitare sprechi di risorse finite non riproducibili, di consentire sinergie nel rispetto delle condizioni necessarie per uno sviluppo sostenibile e di compiere scelte adeguate nell’ottica del rispetto dei diritti umani in una visione globale integrata.

Nell’affrontare la complessa realtà di tale sistema edilizio-ambientale, caratterizzato da una forte componente antropica, c’è d’altronde il convincimento che la ricerca di un equilibrio non possa prescindere da un razionale utilizzo di tutte le risorse che il territorio offre, prevedendo attività e funzioni utili in rapporto alle risorse che è possibile mettere in gioco, o che comunque si intenda utilizzare. Ne è conseguito l’orientamento che un eventuale proseguo di attività nel contesto più ampio dovrebbe vedere impegnato un gruppo di lavoro che, operando con l’Analisi del Valore, verrebbe ad assumere come parametro per le analisi, gli studi e le verifiche delle proposte l’indice di valore, rapporto tra l’utilità delle funzioni primarie ed i costi globali da sostenere per esplicarle nella vita utile ipotizzata.

Tra gli obiettivi prefissati vi sono quelli di rilevare la situazione del tutto straordinaria di un comprensorio ricco di valori naturali e al contempo fortemente antropizzato, parte del quale destinato a colture sperimentali e quello di rilevare le emissioni di CO2 per arrivare a stabilire i limiti in rapporto alle caratteristiche del territorio interessato, con riferimento alla superficie di terreno reso impermeabile, alla vegetazione, ma anche di prendere in considerazione e monitorare il fenomeno di subsidenza di un territorio che ha visto le bonifiche ed il conseguente avanzamento nell’entroterra delle acque salse, per verificare lo stato dell’equilibrio idrogeologico e trovare le condizioni atte ad assicurare uno sviluppo sostenibile. Ne deriveranno elementi utili per trovare quale sia l’oggettivo rapporto tra attività umane e il fenomeno dell’aumento di temperatura, consapevoli dell’importanza che questi fatti devono essere resi noti ai fini di creare le condizioni per corrispondere ai bisogni e alle esigenze reali, con la cultura della rinuncia al superfluo per evitare abusi di risorse irriproducibili, necessarie per l’umanità intera. La partecipazione agli studi può essere vista come occasione di presa di coscienza diretta dei problemi, ma anche come stimolo alla collaborazione del singolo individuo che dovrebbe anche farsi carico di come intervenire sui mass media, allorché non ravvisasse coerenza tra quanto occorre fare e cosa viene propagandato anche sotto forma di filmati di intrattenimento che ricalcano, talvolta, schemi e modelli di altre realtà e che vengono programmate nel nostro Paese nel momento in cui quello che le ha prodotte è già passato a proporre altri più validi riferimenti. Si sente, in particolare, la necessità di avere delle informazioni complete e chiare, scisse dai commenti che devono essere ben evidenziati, a parte.

Il tema dello sviluppo sostenibile penetra inevitabilmente anche all’interno del tessuto urbano; in questo contesto le amministrazioni comunali, provinciali e regionali devono adottare piani di qualificazione urbana per sviluppare in modo sostenibile periferie e centri storici per renderli corrispondenti alle esigenze della popolazione odierna, senza compromettere le possibilità per le generazioni future  di soddisfare le proprie. E’ proprio il tavolo unico, l’approccio globale e il coordinamento di una persona che consente di prendere in esame tutti gli aspetti e di portarli a sintesi in un unico documento. Ne deriveranno anche possibili compartecipazioni alla copertura dei costi da affrontare per le positive conseguenze che l’intervento programmato potrà portare anche a livello superiore laddove per un territorio particolarmente dotato in termini naturalistici si dovesse decidere nell’interesse generale che esso debba costituire il polmone “verde” di un territorio più ampio.

L’approccio globale interdisciplinare coordinato nell’analisi di tutti i documenti disciplinari ad oggi prodotti, consentirà di portare a sintesi in un programma unitario tutti gli aspetti, suggerendo anche come utilizzare le risorse e ripartire le spese occorrenti per dare risposte esigenziali alle varie dimensioni, perché, anche nel caso specifico di una realtà territorialmente assai contenuta come quella da noi studiata, si avrà una risposta che in realtà non interesserà solamente coloro che in essa risiedono, che sono presenti o che comunque su essa gravitano, ma il territorio più o meno direttamente interessato dalle scelte che si andranno a compiere.

Le linee guida per la redazione degli Studi di fattibilità - Sdf - predisposte dai Nuclei regionali di valutazione delle opere pubbliche (Nvuu) istituiti con la legge 144/1999 prevedono, peraltro, che nello Sdf ci sia uno spazio dedicato a considerazioni sulla compatibilità ambientale che obbligano ad assicurare che nei processi di formazione delle decisioni, non siano compromessi gli obiettivi generali di protezione della salute, di qualità della vita, di mantenimento della bio-diversità, di riproduzione degli ecosistemi e di utilizzo razionale e durevole delle risorse naturali.

Anticipando le considerazioni ambientali a monte del progetto, con tutte le competenze necessarie che devono entrare in gioco in un momento precedente, coloro che sono chiamati a compiere le scelte non si troverebbero quindi a dover valutare gli effetti negativi (la parola impatto denuncia un effetto traumatico e negativo) che le loro scelte hanno prodotto, ma a quantificare il valore della soluzione proposta e delle alternative eventualmente prodotte nella fase creativa, garantendo la soddisfazione delle esigenze in rapporto ai costi globali, interni alle risorse disponibili per produrre e gestire, a vantaggio del rispetto delle condizioni per uno sviluppo sostenibile per l'attuale e per le future generazioni.

Un antico proverbio del Kenya dice: "Noi non ereditiamo la Terra dai nostri genitori; la prendiamo in prestito dai nostri figli".

Questa frase fornisce un'immagine trasparente del significato di valore da attribuire alla eco-sostenibilità.


 

DOTTORATO DI RICERCA INTERDISCIPLINARE SUI SISTEMI EDILIZIO-AMBIENTALI PER LA SOSTENIBILITÀ ED IL VALORE DELLO SVILUPPO

La proposta di un percorso formativo post laurea di alta specializzazione sul tema della sostenibilità degli interventi in campo edilizio-ambientale nasce dalla consapevolezza, maturata nel corso di anni di ricerche e di didattica universitaria, della primaria importanza del fornire ai futuri project manager un adeguato metodo di supporto alla progettazione e gestione degli interventi, nonché strumenti innovativi ed efficaci.

Apprendimento dell’Analisi del Valore e degli strumenti di supporto alle decisioni di tipo multicriteriale, con l’approfondimento di specifici casi di studio di rilevanza internazionale.

La valutazione della sostenibilità verrà poi condotta in una innovativa ottica locale, riprendendo i principi costitutivi delle biosfere UNESCO e la teoria dell’ecological footprint: pensare la sostenibilità in un’ottica locale consentirà di specificare le strategie progettuali e di tutela del patrimonio edilizio e paesaggistico fino alla scala del dettaglio operativo, fornendo strumenti raffinati ma pragmatici ai futuri manager del territorio.

La sostenibilità degli interventi in questo quadro può essere definita come la capacità di un intervento sul sistema edilizio-ambientale di incrementare nel contesto locale il rapporto tra valore ambientale, inteso come somma degli impatti positivi dell'opera in termini di compatibilità, miglioramento della cultura e dell'ambiente, indotti sociali ed economici, e il costo globale, inteso come somma del costo di costruzione, gestione, costo sociale nel tempo, dismissione o riuso dell'opera.

Sostenibilità dunque implica necessariamente l’interdisciplina, con attenzioni trasversali tra ambiente, economia e società civile: l’interdisciplina  è perciò un carattere basilare di un approccio corretto alla trattazione di queste tematiche di analisi e sintesi su sistemi complessi.

Le scelte progettuali divengono, in questo quadro, non il frutto di analisi preconcette di ma conseguenza di analisi dettagliate relative al contesto locale nel quale si opera, scelte verificate con il supporto di strumenti scientifici in grado di rendere evidente il percorso decisionale e facilitarne la comunicazione anche a livello politico.

Con queste premesse i sottoscritti promotori dell’iniziativa dichiarano la propria disponibilità ad assumere il ruolo di Garanti per la stessa, rendendosi disponibili per i ruoli di docenti e membri del consiglio dei docenti del dottorato stesso, senza peraltro precludere l’accesso a tali ruoli ad altri docenti che si rendessero disponibili a collaborare con l’iniziativa.

Nel definire il percorso formativo si è inteso in primo luogo evidenziare una differenza sostanziale con i tradizionali corsi post laurea, ovvero la possibilità di adattare le tematiche affrontate sulla base delle specifiche esigenze dei fruitori, affrontando approfondimenti pratici e casi di studio concreti in base agli interessi manifestati dal gruppo dei dottorandi.

Il percorso sarà pertanto caratterizzato da un nucleo di insegnamenti a carattere prevalentemente teorico-metodologico affiancati da unità didattiche di approfondimento ed esercitazione di volta in volta scelte e definite in una rosa di possibili applicazioni a carattere interdisciplinare. Solo a titolo di esempio si ipotizza un programma specifico del percorso, eventualmente adattabile a specifiche esigenze che verranno manifestate.

 


 

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