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CONCETTO DI ECO-SOSTENIBILITÀ
Il concetto di eco-sostenibilità si basa sui seguenti
punti:
§
l’esistenza di vincoli in un pianeta finito, ovverosia
il riconoscimento che esiste una “carrying capacity” del
Pianeta Terra
§
la consapevolezza che la seconda legge della
termodinamica pone dei limiti agli usi e alle
trasformazioni energetiche
§
l’accettazione dell’ipotesi di Herman Daly: padre della
teoria della sostenibilità, il quale afferma che
solamente ritornando ai fondamenti biofisici della
natura e ai fondamenti morali della società, avremo una
“economia” adatta ad affrontare la sfida della
complessità ecologica e della sostenibilità.
Ogni attività ed intervento umano che vada ad
interessare il Pianeta deve essere quindi programmato e
progettato in modo tale che l’operato risulti
compatibile con il sistema più ampio di cui la Terra è
parte, secondo un concetto di “economia”, da oikos=casa,
che si rivolge a tutti gli aspetti in una visione
olistica. che presuppone l’approccio interdisciplinare
ccordinato ed una risposta globale. Economica, non è
infatti la risposta al minor costo possibile, rischiando
magari di non ottenere il servizio richiesto, ma è
quella di “valore”, al quale corrisponde cioè il più
alto possibile rapporto tra l’utilità del servizio ed
il costo globale che comporta poterlo ottenere, in
determinate circostanze e per un congruo periodo di
tempo, oltre il quale le cose potranno o dovranno essere
ripensate.
Tale rapporto, nell’Analisi del Valore, è definito
Indice di Valore.
Per raggiungere l’obiettivo di uno sviluppo compatibile
con le caratteristiche dell’ambiente, il concetto di
“sostenibilità” va quindi assunto come paradigma guida,
in quanto esso presuppone che la crescita economica e
sociale di ogni realtà venga perseguita senza
compromettere l'integrità dell’ecosistema e la capacità
di soddisfare i bisogni dell’attuale e delle future
generazioni.
Come per tutte le entità complesse, il problema va di
conseguenza affrontato con una cultura di processo,
ricorrendo ad un metodo di approccio interdisciplinare
coordinato, in una visione globale, espressione della
convergenza di tutte le informazioni portatrici di reali
e comprovate esigenze, e della rinuncia ai
particolarismi contrari all’interesse generale comune,
assumendo la diversità delle culture e la specificità
dei luoghi come valori da rispettare e quindi vincoli,
da non riguardarsi come inevitabili fardelli, ma come
stimoli alla creatività per esprimere tutte le
potenzialità.
Dalle informazioni assunte, per la qualcosa è importante la
partecipazione più ampia possibile, favorita dai Forum
di Agenda XXI e dalle elaborazioni conseguenti al
raggiungimento dell’obiettivo della “sostenibilità”, ne
deriva la valutazione della compatibilità e della
incompatibilità delle attività e degli interventi, per
evitare sprechi di risorse, per consentire sinergie e
compiere scelte adeguate nell’ottica del rispetto dei
diritti umani in una visione globale integrata.
GOVERNO DEL TERRITORIO
Parlando oggi di “costruire sostenibile” non si rischia più di
trovare una platea impreparata: il termine
"sostenibilità", negli ultimi anni, è stato sempre più
usato, e talvolta abusato, nel settore dell'architettura
in genere e nella politica del territorio; così che oggi
la totalità degli strumenti urbanistici proposti, dalle
norme tecniche di attuazione ai regolamenti edilizi, ne
parlano, ma non sempre in modo costruttivo, dimenticando
che è problema di cultura da far crescere in tutte le
fasi del processo degli interventi sul territorio:
programmazione, progettazione, realizzazione e gestione.
Con l’introduzione a livello regionale prima, e nazionale poi,
dell'attestazione di conformità (DIA) come strumento con
il quale intervenire sul costruito, ovvero procedere
alla nuova costruzione nel caso di piani attuativi
approvati dallo strumento urbanistico di programmazione
(PRG o RU), è aumentata la responsabilità del
progettista nella autoverifica dei requisiti
urbanistici, architettonici e tecnici, ciò che richiede
una adeguata formazione e una capacità di lavoro di
gruppo, anche perché è sempre più pressante la richiesta
di norme prestazionali, anziché prescrittive in termini
di soluzioni tecniche conformi, ciò che richiede una
progressiva presa di coscienza sui temi della
sostenibilità globale.
Ecco perché è importante insistere molto sul metodo e sulle tecniche
operative tipiche dell’Analisi del Valore, basata su un
Indice di Valore applicabile anche alle entità complesse
e quindi anche alle problematiche ambientali, venendo in
aiuto delle pubbliche amministrazione nel promuovere
un’edilizia consapevole dei temi della salvaguardia
globale dell’ambiente.
Molte Amministrazioni Pubbliche hanno introdotto incentivi per le
costruzioni che rispettano specifici criteri di
conformità alle indicazioni della bioarchitettura,
oppure hanno previsto nei regolamenti deroghe agli
standard urbanistici e edilizi per la realizzazione di
elementi tecnici quali serre solari, logge ed altri
elementi utili alla bioclimatica dell'edificio.
Seguendo l’esempio di Barcellona e della sua “ordinanza solar” del
2000 sono molti i comuni che si sono dotati di
regolamenti edilizi che incentivano l’uso di soluzioni
sostenibili per l’edilizia. Sconto degli oneri di
urbanizzazione; possibilità di realizzare una volumetria
maggiore rispetto ai limiti dei regolamenti edilizi;
“riserva” esclusiva sulle aree; sconto ICI. È questo il
ventaglio delle principali opportunità di risparmio che
gli enti locali offrono a promotori immobiliari ed
acquirenti - proprietari per rendere più attrattiva
l’alternativa ecologica.
L’Italia è il Paese più coinvolto nel progetto europeo
She (Sustainable housing in Europe) per realizzare 714
alloggi “verdi” in quattro nazioni e su un campione di
quasi 250 enti locali, 135 hanno già deliberato una
forma di incentivo per la bioedilizia. Il resto del
campione si divide fra chi ha valutato ma finora escluso
gli incentivi (23 enti); chi non li ha ancora
considerati (88) e chi li considererà in futuro (tre
enti locali).
In Provincia di Bolzano è stato elaborato un marchio di
qualità (“CasaClima”) per gli immobili che utilizzano al
meglio l’energia e sta addirittura sperimentando le
celle ad idrogeno in alternativa al metano.
A Faenza, vengono premiati con un aumento degli indici
di edificabilità i progetti in linea con i principi
della bioarchitettura (orientamento dell’immobile,
risparmio energetico, utilizzo di materiali naturali).
La forma di incentivo preferita dai Comuni consiste
nello sconto sugli oneri di urbanizzazione (attuata dal
28% degli enti locali). Un Comune su cinque (il 21%)
incentiva invece la bioedilizia concedendo la
possibilità di aumentare le cubature degli edifici. Il
16% degli enti locali vincola l’edificabilità di alcune
aree all’edilizia sostenibile. Infine il 12% concede uno
sconto sull’Ici e un altro 12% mette a disposizione
finanziamenti attraverso bandi.
Anche tra i Comuni che stanno valutando quali forme d’incentivo
attuare, lo sconto sugli oneri di urbanizzazione rimane
la tipologia favorita, segnalata dal 44% delle
amministrazioni, seguito dallo sconto sull’Ici (35%), da
obblighi specifici nelle convenzioni per le aree (34%),
dall’incentivo volumetrico (32%), dai bandi (29%) e
altre forme (5 per cento), da realizzare su fabbricati a
prevalente destinazione abitativa privata.
Ne emerge un quadro di grande maturazione collettiva dei temi della
sostenibilità ambientale ed edilizia, dal quale è
necessario partire per una riflessione critica che porti
ad un ulteriore fase di maturazione, chiarendo in prima
linea gli obiettivi che si intendono perseguire e
partendo anche da una analisi di quanto si sta facendo
in ambito nazionale.
Dal momento che:
§
la velocità dei
cambiamenti in atto e l’evoluzione delle situazioni
sociali ed economiche richiedono di sviluppare la
cultura dei contributi interdisciplinari coordinati, da
mettere a supporto delle decisioni politiche
§ occorre distinguere
con chiarezza il momento della programmazione
pluriennale dal momento dei progetti di attuazione,
redigendo a conclusione del programma, per ogni
iniziativa da intraprendere, un Documento preliminare
all'avvio della progettazione – Dpp
si prospetta il ricorso all’Analisi del Valore come metodo
innovativo nel settore degli interventi territoriali con
attenzioni rivolte alla eco-sostenibilità, in tutte le
fasi del processo, che introduce un sistema di
valutazione atto a promuovere un uso consapevole delle
risorse economiche nel tempo, tramite il raccordo
dell’aspetto sociale e funzionale con quello
economico-gestionale, in sinergia con gli aspetti
ambientali.
ANALISI DEL VALORE
L’Analisi del Valore (AV) è un metodo che comprende una
rigorosa tecnica operativa che prevede fasi di attività
interdisciplinari coordinate.
AV consente di valutare e misurare l’utilità derivante
dalla soddisfazione delle esigenze dell’utente/utiulizzatore
di una qualsiasi entità: prodotto o servizio in rapporto
ai costi globali, all’interno delle risorse che si può e
si intende utilizzare per iul raggiungimento degli
obiettivi prefissati, in qualsiasi situazione di luogo e
di tempo.
Per costo globale si intende la somma del costo di
produzione e del costo di gestione nella vita utile
ipotizzata.
Il Gruppo AV (gAV), coordianto da un esperto AV, dovrà
comprendere tutti gli esperti delle varie discipline in
gioco, ma anche un non esperto, il provocatore, capace
di suggerire e di richiedere chiarimenti ogniqualvolta
ravvisi la necessità di farlo, in rappresentanza
dell’utente e/o dell’utilizzatore dell’entità presa in
considerazione.
AV consente di governare la complessità ed è stata ormai
sperimentata in molti casi di studio, a qualsiasi scala
e per problremi di diversa natura, dalla Scuola Pisana
di Gestione e Analisi del Valore.
Il parametro utilizzato per creare valore e per
confrontare più soluzioni di uno stesso problema in
termini di valore, nell’accezione di Lawrence D. Miles,
è l’Indice di Valore (Iv). Esso si riferisce a una o più
funzioni, ma anche all’insieme delle funzioni primarie
esplicate da una qualsiasi entità. In particolare, di
fronte ad una soluzione originaria, il gAV si esprime
nella fase creativa con soluzioni alternative, ed in tal
caso Iv consente di mettere all’attenzione del decisore
tutte le proposte in ordine di priorità, rispetto al
valore delle stesse, ovverosia del rapporto tra
l’utilità (W=worth) che deriva al soggetto fruitore dal
poter esplicare le funzioni, in un certo luogo e per
tutto un periodo di tempo, ed il costo globale (C) che
comporta poterle esplicare in dette circostanze, stando
all’interno delle risorse che si è disposti a tal scopo
ad impegnare, nel tempo.
L’utilità viene quantificata dal gAV in termini di
minimo prezzo che il gruppo dichiara di essere disposto
a pagare, in dette circostanze ambientali e per il
richiesto periodo di tempo, ai fini di poter esplicare
le funzioni, avendone il previsto servizio, le previste
prestazioni.
In sintesi: l’Analisi del Valore insegna che qualsiasi
entità può essere riguardata in termini funzionali,
raccordando le soluzioni alle risorse di cui si dispone
o che comunque si intende utilizzare allo scopo
prefissato.
L’approccio interdisciplinare coordinato consente di
portare a sintesi i vari contributi e di analizzare le
funzioni primarie che verranno valutate sia per quanto
attiene la soluzione originaria, sia quelle prodotte in
alternativa nella fase creativa, per ottenere le
prestazioni richieste nella vita utile ipotizzata ai
costi globali prefissati, dando più valore al servizio
che si intende rendere.
Il contributo del metodo AV è importante se
rigorosamente applicato, tenendo conto che non si può
prescindere dal lavoro di gruppo con fasi di attività
interdisciplinare, dal rigore nello svolgimento delle
attività suddivise in cinque fasi, più quella di
implementazione, dal porre l’attenzione sulle funzioni
che devono essere rigorosamente definite e classificate,
dalla stima delle utilità delle funzioni primarie da
esplicare, dalla stima dei costi globali che conseguono
a poterle esplicare nel tempo considerato,
dall’esprimere nella fase creativa soluzioni alternative
rispetto a quella originariamente analizzata. Il lavoro
si completerà con una adeguata presentazione delle
soluzioni in ordine di priorità per il valore stimato, a
supporto di coloro che dovranno compiere le scelte.
Come per tutte le entità complesse, il problema va di
conseguenza affrontato con una cultura di processo,
ricorrendo ad un metodo di approccio interdisciplinare
coordinato, in una visione globale espressione della
convergenza di tutte le informazioni portatrici di reali
e comprovate esigenze e della rinuncia ai particolarismi
contrari all’interesse generale comune, assumendo la
diversità delle culture e la specificità dei luoghi come
valori da rispettare e quindi vincoli, non già da
riguardarsi come inevitabili fardelli, ma come stimoli
alla creatività per esprimere tutte le potenzialità.
Dalle informazioni assunte e dalle elaborazioni
conseguenti al raggiungimento dell’obiettivo della
“sostenibilità” ne deriva la valutazione della
compatibilità ed incompatibilità delle attività e degli
interventi, al fine di evitare sprechi di risorse finite
non riproducibili, di consentire sinergie nel rispetto
delle condizioni necessarie per uno sviluppo sostenibile
e di compiere scelte adeguate nell’ottica del rispetto
dei diritti umani in una visione globale integrata.
Nell’affrontare la complessa realtà di tale sistema
edilizio-ambientale, caratterizzato da una forte
componente antropica, c’è d’altronde il convincimento
che la ricerca di un equilibrio non possa prescindere da
un razionale utilizzo di tutte le risorse che il
territorio offre, prevedendo attività e funzioni utili
in rapporto alle risorse che è possibile mettere in
gioco, o che comunque si intenda utilizzare. Ne è
conseguito l’orientamento che un eventuale proseguo di
attività nel contesto più ampio dovrebbe vedere
impegnato un gruppo di lavoro che, operando con
l’Analisi del Valore, verrebbe ad assumere come
parametro per le analisi, gli studi e le verifiche delle
proposte l’indice di valore, rapporto tra l’utilità
delle funzioni primarie ed i costi globali da sostenere
per esplicarle nella vita utile ipotizzata.
Tra gli obiettivi prefissati vi sono quelli di rilevare la
situazione del tutto straordinaria di un comprensorio
ricco di valori naturali e al contempo fortemente
antropizzato, parte del quale destinato a colture
sperimentali e quello di rilevare le emissioni di CO2
per arrivare a stabilire i limiti in rapporto alle
caratteristiche del territorio interessato, con
riferimento alla superficie di terreno reso
impermeabile, alla vegetazione, ma anche di prendere in
considerazione e monitorare il fenomeno di subsidenza di
un territorio che ha visto le bonifiche ed il
conseguente avanzamento nell’entroterra delle acque
salse, per verificare lo stato dell’equilibrio
idrogeologico e trovare le condizioni atte ad assicurare
uno sviluppo sostenibile. Ne deriveranno elementi utili
per trovare quale sia l’oggettivo rapporto tra attività
umane e il fenomeno dell’aumento di temperatura,
consapevoli dell’importanza che questi fatti devono
essere resi noti ai fini di creare le condizioni per
corrispondere ai bisogni e alle esigenze reali, con la
cultura della rinuncia al superfluo per evitare abusi di
risorse irriproducibili, necessarie per l’umanità
intera. La partecipazione agli studi può essere vista
come occasione di presa di coscienza diretta dei
problemi, ma anche come stimolo alla collaborazione del
singolo individuo che dovrebbe anche farsi carico di
come intervenire sui mass media, allorché non ravvisasse
coerenza tra quanto occorre fare e cosa viene
propagandato anche sotto forma di filmati di
intrattenimento che ricalcano, talvolta, schemi e
modelli di altre realtà e che vengono programmate nel
nostro Paese nel momento in cui quello che le ha
prodotte è già passato a proporre altri più validi
riferimenti. Si sente, in particolare, la necessità di
avere delle informazioni complete e chiare, scisse dai
commenti che devono essere ben evidenziati, a parte.
Il tema dello sviluppo sostenibile penetra inevitabilmente anche
all’interno del tessuto urbano; in questo contesto le
amministrazioni comunali, provinciali e regionali devono
adottare piani di qualificazione urbana per sviluppare
in modo sostenibile periferie e centri storici per
renderli corrispondenti alle esigenze della popolazione
odierna, senza compromettere le possibilità per le
generazioni future di soddisfare le proprie. E’ proprio
il tavolo unico, l’approccio globale e il coordinamento
di una persona che consente di prendere in esame tutti
gli aspetti e di portarli a sintesi in un unico
documento. Ne deriveranno anche possibili
compartecipazioni alla copertura dei costi da affrontare
per le positive conseguenze che l’intervento programmato
potrà portare anche a livello superiore laddove per un
territorio particolarmente dotato in termini
naturalistici si dovesse decidere nell’interesse
generale che esso debba costituire il polmone “verde” di
un territorio più ampio.
L’approccio globale
interdisciplinare coordinato nell’analisi di tutti i
documenti disciplinari ad oggi prodotti, consentirà di
portare a sintesi in un programma unitario tutti gli
aspetti, suggerendo anche come utilizzare le risorse e
ripartire le spese occorrenti per dare risposte
esigenziali alle varie dimensioni, perché, anche nel
caso specifico di una realtà territorialmente assai
contenuta come quella da noi studiata, si avrà una
risposta che in realtà non interesserà solamente coloro
che in essa risiedono, che sono presenti o che comunque
su essa gravitano, ma il territorio più o meno
direttamente interessato dalle scelte che si andranno a
compiere.
Le linee guida per la redazione degli Studi di
fattibilità - Sdf - predisposte dai Nuclei regionali di
valutazione delle opere pubbliche (Nvuu) istituiti con
la legge 144/1999 prevedono, peraltro, che nello Sdf ci
sia uno spazio dedicato a considerazioni sulla
compatibilità ambientale che obbligano ad assicurare che
nei processi di formazione delle decisioni, non siano
compromessi gli obiettivi generali di protezione della
salute, di qualità della vita, di mantenimento della
bio-diversità, di riproduzione degli ecosistemi e di
utilizzo razionale e durevole delle risorse naturali.
Anticipando le considerazioni ambientali a monte del
progetto, con tutte le competenze necessarie che devono
entrare in gioco in un momento precedente, coloro che
sono chiamati a compiere le scelte non si troverebbero
quindi a dover valutare gli effetti negativi (la parola
impatto denuncia un effetto traumatico e negativo) che
le loro scelte hanno prodotto, ma a quantificare il
valore della soluzione proposta e delle alternative
eventualmente prodotte nella fase creativa, garantendo
la soddisfazione delle esigenze in rapporto ai costi
globali, interni alle risorse disponibili per produrre e
gestire, a vantaggio del rispetto delle condizioni per
uno sviluppo sostenibile per l'attuale e per le future
generazioni.
Un antico proverbio
del Kenya dice: "Noi non ereditiamo la Terra dai nostri
genitori; la prendiamo in prestito dai nostri figli".
Questa frase fornisce
un'immagine trasparente del significato di valore da
attribuire alla eco-sostenibilità.
DOTTORATO DI RICERCA INTERDISCIPLINARE SUI SISTEMI
EDILIZIO-AMBIENTALI PER LA SOSTENIBILITÀ ED IL VALORE
DELLO SVILUPPO
Le scelte progettuali divengono, in questo quadro, non il frutto di
analisi preconcette di ma conseguenza di analisi
dettagliate relative al contesto locale nel quale si
opera, scelte verificate con il supporto di strumenti
scientifici in grado di rendere evidente il percorso
decisionale e facilitarne la comunicazione anche a
livello politico.
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