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Qualche mese fa mi presi il
compito di concettualizzare un’
idea per un centro di
fratellanza a pochi metri dal
fiume Adda.
Fu un architetto a chiedermi di
partorire l’idea materiale di
fratellanza secondo delle linee
geometriche necessarie per il
suo compito successivo di
progettazione.
I miei studi durati alcuni mesi
mi hanno portato oggi ad una
soluzione molto semplice: l’idea
di due mani che si uniscono,
mani di mondi diversi e dello
stesso mondo, mani di colori
diversi ma dello stesso colore,
il colore dell’ uomo, il colore
della pace.
Ecco ciò che ho cercato! Ho
ideato in una rappresentazione
materiale dopo una mentale
qualcosa che si trova in
relazione tanto con l’uomo
quanto con l’ambiente
Ho cercato di osservare il
paesaggio nelle sue equilibrate
e poetiche sfumature a farne poi
una sintesi con l’astrazione di
fratellanza.
C’è dentro la percezione dell’
idea di trasparenzae di
continuità del territorio e
dell’ ambiente stesso. Qualità
immateriali ma necessarie dopo
gli stravolgimenti
architettonici . Dalla
fratellanza come concetto ho
cercato di evidenziare il
sensibile e relazionarlo con
l'ambiente che si trasforma di
continuo, e i confini che seppur
certi e non sfumati si ‘incastrano’.
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