IL CONTRIBUTO DELL’ANALISI DEL VALORE NELLA VALUTAZIONE DEL DEPREZZAMENTO DEGLI EDIFICI A SEGUITO DI EVENTO SISMICO
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Nel caso di confronto tra la soluzione così come si presentava l’immobile prima del sisma e dopo evento sismico, il valore dipende quindi dalla perdita di caratteristiche funzionali, tecniche e tecnologiche, ma anche dal deprezzamento conseguente alla perdita di integrità. A tal proposito si ricorda che la normativa sismica, aggiornata con gli eurocodici, è oggi più attenta alla valutazione dell’efficacia dell’intervento da eseguire in base ai richiesti livelli di protezione sismica definiti dal gruppo di lavoro di cui all’Ordinanza PCM 3431/2005 e DM 14 gennaio 2008. Per raggiungere le condizioni richieste è necessaria una analisi dinamica modale, una modellazione strutturale dell’azione sismica, spettri di risposta e di progetto per stati limite ultimo, di danno e di danno a beni di valore storico artistico (SLU, SLD, SLA) per l’incolumità delle persone e la conservazione del manufatto in relazione alla perdita di funzionalità e quindi all’agibilità da garantire.
Indicazioni sulla prassi operativa Nell’affrontare le conseguenze di un evento sismico su un immobile la prima operazione da compiere da parte di un gruppo di persone, adeguato per numero di componenti, qualifica ed esperienza, è il piano di lavoro a cominciare dalla fase informativa e di analisi funzionale, che dovrà comprendere la storia del manufatto, dall’impianto originario agli interventi realizzati nel tempo. Si tratta della prima fase di attività prevista dall’Analisi del Valore che può proseguire nella fase creativa con le proposte di intervento e di uso e nella valutazione e selezione delle stesse, fino alla presentazione a coloro ai quali competono le scelte in ordine all’Indice di Valore. Tutti gli elementi ricavati andranno a costituire il Documento preliminare all’avvio della progettazione (Dpp), con il fine di ottimizzare l’intervento al soddisfacimento degli obiettivi prefissati. Tra gli elementi da analizzare pensando al sistema: luogo, ambiente, paesaggio, territorio, costruito ci sono ovviamente le caratteristiche del bene immobile preso in considerazione, da analizzare in base alle sette classi di esigenze UNI 8289:1981.
L’Analisi del Valore richiamando l’attenzione alle funzioni, agli Ambiti Funzionali Omogenei e agli Ambiti Spaziali Omogenei corrispondenti agli AFO, consente di introdurre nel preventivare i costi le incidenze per funzione, potendo evidenziare i costi relativi ad eventuali nuove funzioni, legate, per esempio, alla previsione di fonti energetiche rinnovabili, per contribuire alla ricerca di condizioni ecosostenibili, introducendo quindi soluzioni che puntino al ricorso di condizioni naturali con gli impianti in termini di complementarietà a ciò che non è possibile ottenere con materiali, componenti o sistemi costruttivi ecologici.
Risulta così possibile quantizzare l’incidenza di soluzioni proposte per motivi diversi da quelli strettamente connessi al ripristino della situazione di agibilità statica. Gli stessi incentivi per le fonti rinnovabili potranno consigliare una analisi ed una certificazione energetica in risposta a requisiti ambientali e tecnologici corrispondenti alle prestazioni attese in termini di durabilità e manutenibilità. La stima di un bene immobile che abbia subito danni a seguito di un evento sismico richiede di conoscere la storia del manufatto anche in relazione al contesto in cui si trova, lo stato fisico del manufatto e la sua dipendenza dal contesto in cui si colloca, fatto che condiziona l’intervento e quindi la stima del costo di ripristino delle condizioni indispensabili per l’agibilità degli spazi rientrando nei limiti di rischio di vulnerabilità sismica. C’è da aggiungere che nell’intervenire su un bene danneggiato, può accadere che il proprietario del bene chieda di realizzare condizioni diverse da quelle originarie per consentire nuove attività e funzioni o intendendo acquisire caratteristiche tali da azzerare la vita utile ipotizzata per lo svolgimento delle funzioni stesse.
Fig.2 danni subiti dal patrimonio storico artistico- sisma Messina 1908, Abruzzo 2009
Un rilievo globale dell’immobile consentirà di mettere in evidenza le caratteristiche dell’edificio che risulteranno quindi decisive nella scelta delle funzioni compatibili e delle relazioni tra i vari Ambiti Spaziali Omogenei, anche ai fini di una analisi del rischio sismico in base alle fondazioni, alla regolarità della forma dell’organismo edilizio in pianta ed in elevato e più in generale a tutti i caratteri che entrano in gioco in tali giudizi. La conoscenza del manufatto è uno dei presupposti per una attendibile valutazione della sicurezza e di conseguenza dell’efficacia dell’intervento che si andrà ad ipotizzare.
· conoscenza del sistema luogo, ambiente, paesaggio, territorio, costruito · identificazione e localizzazione · rilievo ed analisi del manufatto · tipo edilizio e sistema costruttivo · materiali e componenti (connessione e compatibilità) · corpi di fabbrica e parti aggiunte rispetto all’impianto originario (superfetazioni, ecc.) · stato di degrado · proprietà meccaniche degli elementi costitutivi · natura e caratteristiche del sottosuolo e del suolo (eventuali dissesti) · falda freatica · sistema idraulico · sistemi a rete di approvvigionamento di acqua, gas, ecc. · fondazioni anche in ordine alle modifiche apportate nel tempo · sistema di regimazione e smaltimento delle acque · condizioni climatiche locali (ventosità, orografia, piovosità, escursioni termiche annue e mensili, ecc. ) · scelte tipologiche adeguate, corretto rapporto pieni-vuoti, tessiture dei materiali in assonanza con l’esistente · interventi reversibili e costituiti da materiali e componenti riciclabili · sistemi e componenti costruttivi compatibili · verifica delle scelte tecnologiche e tecniche in rapporto agli impatti ambientali diretti · fonti energetiche rinnovabili e adozione di sistemi domotici per evitare sprechi energetici · risorse naturali disponibili, prodotti e materiali · comportamento passivo dell’edificio, ……. · ……………………………………………………..
Assumendo nell’Indice di Valore il riferimento al costo globale, il costo di produzione da applicare agli interventi sul bene immobile esistente, risulterà motivato per il rispetto della finalità e degli obiettivi, superando la logica del massimo ribasso con il rischio di perdere l’utilità espressa esplicitamente nel Dpp, e che pertanto si intende perseguire. Un congruo costo di produzione oltre a garantire un buon comportamento dell’opera nel tempo, la durata e la manutenibilità in tutta la vita utile ipotizzata, assicurando una gestione adeguata, andrà oltretutto a vantaggio del contenimento dei tempi di progettazione e di realizzazione dell’intervento e quindi dei costi relativi.
Il costo di produzione richiesto nelle offerte in gara per realizzare un’opera pubblica deve scaturire da considerazioni relative al comportamento dell’opera stessa nella vita utile ipotizzata e quindi dal costo globale detratto il costo di gestione ed il costo finale (di dismissione) e sommato il valore residuo stimato al termine della vita utile ipotizzata
vita utile ipotizzata da porre alla base del calcolo del costo globale dipende dalla destinazione d’uso (categoria delle opere), dal tipo edilizio, dalla rapidità di cambiamenti sociali e tecnologici, ecc. categoria di opera anni edifici agricoli 25 alberghi 40 abitazioni, negozi, … 45 magazzini 50 ………… …
In conclusione: programmare e progettare assumendo come dati di ingresso il buon comportamento dell’opera nel tempo e la gestione (esercizio, manutenzione, ecc.) e una durata del manufatto commisurata agli elementi che hanno portato alla vita utile ipotizzata (destinazione d’uso, ecc.) consente di preventivare i costi globali prendendo a riferimento la destinazione d’uso, la durabilità, la manutenibilità, ecc. e di poter motivare un congruo costo di produzione, sulla base dei contenuti del Documento preliminare all’avvio della progettazione.
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