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20/07/2003

La Via Salaria e la Via Aurelia

La Via Salaria


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Antichità della Via Salaria
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L' antichità della Via Salaria è stata riconosciuta da tutti gli scrittori antichi e moderni, ma non si può precisare l'epoca della sua costruzione. Alcuni la ritennero la più antica delle vie romane e l'attribuirono ad un'epoca preistorica.
   I resti delle antiche costruzioni ci presentano tipi murarii delle più svariate epoche , da esse si può dedurre che almeno la parte superiora di questa grande arteria fu costruita in epoca preromana.

   In parecchi luoghi si riscontrano resti di muraglioni di sostegno della via medesima, appartenenti alla costruzione antichissima di stile poligonale pelagico od italico, a massi enormi irregolari, conosciuti sotto il nome d'opus antiquum incertum, dei quali se scarseggia la regione dei Sabini, abbonda quelli dei Equi. In altri luoghi si rinvengono avanzi di struttura meno antica, di età repubblicana, di stile pseudoisodomum; ed altrove se ne trovano della più bella e pura arte architettonica augustea, od opus quadratum isodomum.
   In base alle testimonianze tipografiche è da ritenersi che - se non tutta - gran parte della arteria transappenninica della Salaria - verso il mare Adriatico - fu costruita in epoca preromana, e che, quando sorse Roma, i romani ebbero interesse di prolungarla sino alla Porta Collina della loro città.

   Questa strada fu dai Romani considerata come una delle otto più importanti loro vie maestre. Al tempo imperiale ebbe i suoi curatori che la restaurarono, la selciarono e la munirono di crepidini, di ponti, di colonne milliarie e di stazioni per comodo dei viaggiatori.

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Origine del Nome
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Le vie romane prendevano vari nomi a seconda di quello dei consoli, dei pretori, degli imperatori, della città, o quello della loro destinazione, o a che cosa servivano; cosi via Salaria - perché adibita per portare a Roma il sale dalle saline dell'Adriatico.

   "E' da ritenersi come certo che i Sabini aborigeni facessero venire il sale dalle foci dell'Aterno e del Tronto sull'Adriatico, finché ebbero per capitale Amiternum. Discesi a Curi sulla valle del Tevere e poi divenuti Romani, convenne loro prendere il sale dal Tirreno, ed allora la Salaria prese l'estensione che si rileva dagli itinerari conosciuti."

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Percorso dell'Antica Via Salaria
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La Via Salaria usciva dalla porta Collina delle mura serviane e si dirigeva al Nord, scendeva nella valle del Tevere, che risaliva fino ad Eretum, entrava in direzione Nord-Est, nel cuore della Sabina, traversava Reate, volgeva a Levante e, risalendo il Velino, dopo attraversato il territorio della Cotilia, giunta ad Interocrium, si bipartiva.
   Un ramo, riprendendo la direzione al Nord seguiva il corso di quel fiume percorrendo il difficile tramite della gola dirupata tra il Terminillo ed il monte Giano, sorpassava l'Appennino centrale e scendeva nella valle del Tronto, che non abbandonava più arrestandosi alle foci di quel corso d'acqua nell'Adriatico.
   L'altro ramo da Interocrium volgeva a levante, scavalcava l'Appennino per altre gole con ripida discesa sui piani di Amiternum e proseguiva per il paese Pretutii.
   Questi due rami principali si diramarano, in epoche sempre lontane, altri diverticoli secondari . Tra gli itinerari conosciuti sono : Itinerario detto di Antonio, Itinerario della Tab. Peutingeriana, Itinerario detto Ravennate, Itinerario dell'Olstenio)
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La Via Aurelia

Porta San Pancrazio


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Percorso di Via Aurelia
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L'attuale sistema viario della fascia costiera settentrionale del Lazio è imperniato sulla statale Aurelia (SS. 1) e sull' Autostrada Roma - Civitavecchia (A 12), di recente costruzione. La moderna via Aurelia , nonostante i continui lavori di modifica della sede stradale, ricalca gran parte del tracciato dell'antica via consolare, che da Roma raggiungeva, superati i confini regionali, prima la Toscana e poi la Liguria. La strada ha subito un radicale processo di trasformazione, sollecitato in particolare dalle mutate esigenze di sviluppo delle diverse realtà sociali.
   L'antica via Aurelia era la più importante arteria di collegamento tra Roma e la parte settentrionale della penisola. "I problemi fondamentali, attorno ai quali è a tutt'oggi incentrata la discussione scientifica sono sostanzialmente due: il nome del costruttore e la doppia denominazione della strada, via Aurelia vetus e via Aurelia nova."

I dibattiti sulla definizione cronologica dei due tracciati sono strettamente collegate tra loro. E' stata anche accettata l'esistenza di un più antico percorso costiero, tale da collegare le coloniae maritimae di Fregenae (246 a. C.), Alsium (247 a. C.), Pyrgi (264 a. C.), Castrum Novum (264 a. C.) e di un altro percorso stradale, più interno e più rettilineo, che si distacca da Mala rotta fino a Pyrgi (Santa Severa) e ancora da Centumcellae (Civitavecchia) fino a Forum Aurelii (Montalto di Castro).

"Direttrice dell' espansione mediterranea verso occidente, il percorso trova un altro punto di raccordo oltre la Liguria con la costruzione della via Domitia nei decenni finali del II secolo a. C. che, attraversando il sud della Gallia, giunge fino al Perinei dove si raccorda con la via Augusta, importante asso viario che attraversa tutta la penisola iberica fino a Cadice , itinerario fondamentale per la penetrazione e romanizzazione della Spagna, dal quale si irradiano numerose altre strade."


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Origine del nome
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In merito all'identificazione dell' Aurelius che dette il nome alla strada, sono state avanzate varie ipotesi, scaturite dalle notizie delle fonti letterarie ed epigrafiche, relative ad importanti personaggi della storia politica di Roma, che rivestivano specifiche cariche, tali da suggerire una diretta connessione con l'apertura delll'arteria stradale: C. Aurelius Cotta, censore nel 241 a. C. oppure gli omonimi consoli del 200 a. C., del 144 a. C., e del 119 a. C. La questione è abbastanza complicata a causa dell'esistenza delle due vie. Senza dubbio, la presenza di colonie marittime romane, dedotte lungo la fascia costiera tirrenica nel corso del III sec. a. C., depone a favore dell'identificazione del costruttore della strada con il censore del 241 a. C.

  Quanto al percorso più recente, la via Aurelia Nova, tutti gli elementi finora acquisiti concorrono ad attribuire il tracciato a C. Aurelius Cotta, console del 119 a. C.

Castello di Santa Severa


 

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