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Lo scorso 24
novembre UNI ha
pubblicato la
versione italiana
dell’Eurocodice
2
riguardante la
progettazione delle
strutture di
calcestruzzo.
E' una norma
fondamentale per il
mondo delle
costruzioni,
elaborata dal
CEN (Comitato
Europeo di
Normazione)
su specifico mandato
della Commissione
Europea, che
fornisce le regole
di calcolo per la
progettazione delle
strutture di
calcestruzzo
(edifici e opere di
ingegneria civile) e
dei relativi
elementi
strutturali, nonché
le regole per la
verifica di
conformità dei
prodotti strutturali
ai Requisiti
Essenziali n. 1
(resistenza
meccanica e
stabilità) della
direttiva 89/106 sui
prodotti da
costruzione. Si basa
su solide basi
scientifiche,
rappresenta il
risultato del
trasferimento allo
stato dell’arte
delle conoscenze
acquisite con la
ricerca in campo
strutturale e
sancisce dunque la
convergenza
scientifica e
tecnica delle
numerose tradizioni
e pratiche
progettuali dei 25
Paesi dell’Unione
Europea.
Con la
Raccomandazione 11
dicembre 2003, la
Commissione Europea
ha raccomandato il
recepimento degli
Eurocodici negli
ordinamenti
legislativi
nazionali, al fine
di agevolare la
libera prestazione
di servizi
d'ingegneria edile e
di architettura e
creare le condizioni
per un sistema
armonizzato di
regole generali, e
ha ricordato il loro
utilizzo
obbligatorio da
parte degli enti
appaltanti quando
descrivono le
caratteristiche
tecniche, ai sensi
delle disposizioni
comunitarie vigenti
in materia di
appalti pubblici.
Come confermato in
occasione della
recente
presentazione delle
“Norme tecniche per
le costruzioni” (DM
14 settembre 2005),
avvenuta a Roma lo
scorso 1 dicembre,
l’Eurocodice 2, così
come tutti gli
Eurocodici, sono
compatibili con la
nuova legislazione
nazionale e possono
pertanto essere
presi come
riferimento per il
calcolo strutturale
di edifici e opere
di ingegneria
civile.
Compatibilità del
resto confermata
anche dalla
Commissione Europea
che ha dato il via
libera per la
pubblicazione in
Gazzetta del
cosiddetto “Testo
unitario”. I punti
di contrasto tra il
DM e gli Eurocodici
potranno essere
verificati e
superati
dall’apposita
commissione di
monitoraggio, in
occasione del
periodo transitorio
(18 mesi) previsto
per il DM.
Sempre in materia di
cemento armato, il
24 novembre UNI ha
pubblicato anche la
nuova versione della
UNI EN 10080
sull’acciaio per
l’armatura del
calcestruzzo. È la
conversione della
vecchia ENV (norma
europea
sperimentale) in EN
(norma europea
definitiva). La
norma specifica i
requisiti generali e
le definizioni delle
caratteristiche
prestazionali
dell'acciaio
saldabile per
cemento armato
fornito come
prodotto finito in
forma di barre,
rotoli (vergella o
filo), prodotti
srotolati, fogli di
rete elettrosaldata
ottenuta in
fabbrica, tralicci.
La norma non si
applica all’acciaio
non saldabile,
all’acciaio zincato,
all’acciaio
rivestito in resine
epossidiche,
all’acciaio
resistente alla
corrosione,
all’acciaio
precompresso e ai
nastri indentati. La
UNI EN 10080 è una
norma armonizzata ai
sensi della
direttiva 89/106 sui
prodotti da
costruzione, ma non
essendo ancora
citata in Gazzetta
europea non può
ancora essere presa
come riferimento per
la marcatura CE dei
prodotti.
UNI, Alberto
Galeotto
Comparto
Costruzioni
e-mail:
costruzioni@uni.com
12/12/2005
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