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Nel panorama
normativo, la
durabilità è
considerata un
fattore
fondamentale: è
prevista in
tutte le norme
di prodotto, sia
per i geotessili
e prodotti
affini sia per i
geosintetici con
funzione
barriera, e sono
state elaborate
numerose norme
che specificano
metodi di prova
per la sua
valutazione. Le
norme finora
disponibili
trattano prove
accelerate in
base alle quali
si può
dichiarare una
durabilità dei
prodotti fino a
25 anni, ma sui
tavoli normativi
internazionali
ed europei sono
iniziati i
lavori per
definire i
criteri per
poter estendere
questo periodo
fino a 100 anni,
allineandolo
così ai
materiali da
costruzione
tradizionali.
I fenomeni di
degradazione dei
geosintetici
sono dovuti
essenzialmente
all’ossidazione
(prodotti
poliolefinici),
all’idrolisi
(prodotti a base
di poliestere) e
alle
sollecitazioni
ambientali. I
prodotti di
poliolefine
(polipropilene,
polietilene)
devono essere
sottoposti alla
prova di
ossidazione
descritta nella
norma
UNI EN ISO 13438,
mentre i
prodotti a base
di poliestere
devono essere
sottoposti alla
prova di
idrolisi
descritta nella
UNI EN 12447;
i prodotti di
poliammide
devono essere
sottoposti a
entrambe le
prove. Queste
prove sono
ritenute
sufficienti se
il geosintetico
è fatto di uno
dei materiali
indicati, non
contiene
materiale
riciclato
post-consumatore,
il pH del
terreno è
compreso tra 4 e
9, e la
temperatura del
terreno è minore
di 25°C. Per
condizioni di
impiego
differenti (ad
esempio,
temperature del
terreno maggiori
di 25°C,
utilizzo in
terreni
contaminati,
materiali
riciclati), sono
disponibili
altre prove:
resistenza agli
agenti
microbiologici (UNI
EN 12225),
resistenza ai
liquidi acidi e
alcalini (UNI
EN 14030).
Per i
geosintetici con
funzione
barriera, sono
disponibili
metodi di prova
specifici per
determinare la
resistenza
all’ossidazione
(UNI
EN 14575),
alla
fessurazione da
sollecitazione
ambientale (UNI
EN 14576),
ai percolati di
discarica (UNI
EN 14415),
alla
penetrazione di
radici (UNI
CEN/TS 14416),
ai cicli di
gelo-disgelo (UNI
CEN/TS 14418),
ai cicli
bagnato-asciutto
per geocompositi
bentonitici (UNI
CEN/TS 14417).
Determinare la
durabilità dei
prodotti per
periodi maggiori
di 25 anni è
molto più
complesso (CR
ISO 13434):
occorre
innanzitutto
definire il
materiale
(polimero ed
eventuali
additivi e
rivestimenti),
l’ambiente di
utilizzo
(temperatura,
terreno, carichi
statici e
dinamici,
contenuto e
flusso di acqua
del terreno,
presenza di
eventuali
contaminanti,
presenza di
altre strutture,
esposizione alla
luce, attività
biologica del
terreno), la
funzione del
geosintetico
(filtrazione,
drenaggio,
rinforzo,
controllo
dell’erosione,
barriera ai
fluidi), la vita
di progetto, la
fine della vita
in servizio. E’
possibile poi
effettuare delle
prove
accelerate,
nelle quali il
tasso di
degradazione
viene aumentato
aumentando la
frequenza
dell’agente
degradante (ad
esempio, per
applicazioni
soggette al
carico del
traffico), la
severità della
sollecitazione
(ad esempio,
aumentando la
disponibilità
dell’ossigeno) e
la temperatura
.
UNI, Anna
Caterina
Rossi
Comparto
Costruzioni
e-mail:
costruzioni@uni.com
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