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La durabilità per i geosintetici

  UNI

Data di pubblicazione: 02/02/2006

 

Nel panorama normativo, la durabilità è considerata un fattore fondamentale: è prevista in tutte le norme di prodotto, sia per i geotessili e prodotti affini sia per i geosintetici con funzione barriera, e sono state elaborate numerose norme che specificano metodi di prova per la sua valutazione. Le norme finora disponibili trattano prove accelerate in base alle quali si può dichiarare una durabilità dei prodotti fino a 25 anni, ma sui tavoli normativi internazionali ed europei sono iniziati i lavori per definire i criteri per poter estendere questo periodo fino a 100 anni, allineandolo così ai materiali da costruzione tradizionali.

I fenomeni di degradazione dei geosintetici sono dovuti essenzialmente all’ossidazione (prodotti poliolefinici), all’idrolisi (prodotti a base di poliestere) e alle sollecitazioni ambientali. I prodotti di poliolefine (polipropilene, polietilene) devono essere sottoposti alla prova di ossidazione descritta nella norma UNI EN ISO 13438, mentre i prodotti a base di poliestere devono essere sottoposti alla prova di idrolisi descritta nella UNI EN 12447; i prodotti di poliammide devono essere sottoposti a entrambe le prove. Queste prove sono ritenute sufficienti se il geosintetico è fatto di uno dei materiali indicati, non contiene materiale riciclato post-consumatore, il pH del terreno è compreso tra 4 e 9, e la temperatura del terreno è minore di 25°C. Per condizioni di impiego differenti (ad esempio, temperature del terreno maggiori di 25°C, utilizzo in terreni contaminati, materiali riciclati), sono disponibili altre prove: resistenza agli agenti microbiologici (UNI EN 12225), resistenza ai liquidi acidi e alcalini (UNI EN 14030). Per i geosintetici con funzione barriera, sono disponibili metodi di prova specifici per determinare la resistenza all’ossidazione (UNI EN 14575), alla fessurazione da sollecitazione ambientale (UNI EN 14576), ai percolati di discarica (UNI EN 14415), alla penetrazione di radici (UNI CEN/TS 14416), ai cicli di gelo-disgelo (UNI CEN/TS 14418), ai cicli bagnato-asciutto per geocompositi bentonitici (UNI CEN/TS 14417).

Determinare la durabilità dei prodotti per periodi maggiori di 25 anni è molto più complesso (CR ISO 13434): occorre innanzitutto definire il materiale (polimero ed eventuali additivi e rivestimenti), l’ambiente di utilizzo (temperatura, terreno, carichi statici e dinamici, contenuto e flusso di acqua del terreno, presenza di eventuali contaminanti, presenza di altre strutture, esposizione alla luce, attività biologica del terreno), la funzione del geosintetico (filtrazione, drenaggio, rinforzo, controllo dell’erosione, barriera ai fluidi), la vita di progetto, la fine della vita in servizio. E’ possibile poi effettuare delle prove accelerate, nelle quali il tasso di degradazione viene aumentato aumentando la frequenza dell’agente degradante (ad esempio, per applicazioni soggette al carico del traffico), la severità della sollecitazione (ad esempio, aumentando la disponibilità dell’ossigeno) e la temperatura
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UNI, Anna Caterina Rossi
Comparto Costruzioni
e-mail:
costruzioni@uni.com
 

 

 



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