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                                                    le costruzioni in rete

 GLI STADI DI GIAPPONE E COREA 2002
Marco PREVITERO                                                       Data di pubblicazione: 2002

 

 

                                                                                   1/6

  Da qualche mese si sono conclusi i campionati mondiali di calcio, la pessima figura fatta sia dalla Nazionale Italiana che dall’organizzazione della FIFA, insieme all’amarezza per l’eliminazione, e per certi avvenimenti poco chiari,  non hanno fatto altro che allontanare la nostra attenzione da quelle costruzioni meravigliose e supertecnologiche luogo degli incontri: gli Stadi.

  I due Comitati organizzativi, che si sono superati in precisione organizzativa, facendo vedere al mondo intero nello sfarzo delle cerimonie la loro rivalità, hanno scelto dieci città Giapponesi e dieci città Coreane per lo svolgimento degli incontri.

Le città, come si vede meglio dalla mappa in basso, sono:

-         per il Giappone: Sapporo, Miyagi, Niigata, Kashima, Urawa, Yokohama, Shizuoka, Osaka, Kobe ed Oita

-         per la Corea: Seoul, Suwon, Inchon, Taejon, Taegu, Jeonju, Gwangju, Ulsan, Pusan, Seogwipo.

  Tanto per dare un po’ di cifre il Giappone è uno dei paesi più densamente popolati con quasi 125 milioni di abitanti. Solo la capitale Tokyo ne ospita 8,5 milioni. Meno popolata invece è la Corea del Sud, che ha anche una estensione nettamente inferiore.

Passiamo ora ad esaminare nel dettaglio questi venti gioielli della tecnica:

 

Sapporo Dome Stadium

   Esso è situato nel distretto di Hokkaido a circa 1.200 Km di distanza a nord da Tokyo, ospita 42.122 spettatori, la città ha 1,8 milioni di abitanti ed è qui che si è disputata una delle prime partite della nostra nazionale (Italia - Ecuador 2-0).

   Lo stadio viene anche chiamato “Hiroba” che significa “piazza” in quanto è interamente coperto. Non è enorme, ma è bello proprio per questo, perché gli spettatori sono vicinissimi alle azioni in campo, inoltre una tribuna è stata progettata a sbalzo sul terreno di gioco in modo da permettere agli spettatori che vi accedono di vedere la partita quasi da protagonisti.

 

   Gli ingegneri giapponesi hanno poi inserito nel complesso una scala mobile aerea dalla quale è possibile ammirare una romantica vista della città di Sapporo.

   All’interno oltre ad un immenso atrio di 18 metri è presente un ristorante con 200 posti dal quale si ha una visione completa dell’impianto. Nelle vicinanze dello stadio c’è un altro ristorante, un centro commerciale lungo 150 metri e coperto interamente di vetro, un bar, ed un atrio collegato con la scala mobile prima menzionata.

Esso è il primo stadio al mondo ad avere caratteristiche “ fluttuanti ”,  

infatti il manto erboso può scivolare sopra quello artificiale per cui lo stadio può essere usato per permettere lo svolgimento di altri eventi sportivi o di concerti.

 

 

 

....continua

 



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