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RINFORZO VECCHI SOLAI IN LEGNO TRAMITE PRECOMPRESSIONE

  Marcello Meneghin

Data di pubblicazione: 2002

 

In presenza di solai in legno di vecchi edifici in discreto stato soprattutto per quanto riguarda la conservazione delle travi portanti, alla loro sostituzione è spesso preferita l’esecuzione di opere di rinforzo.

Una delle modalità molto in uso è quella consistente nel getto,al di sopra della pavimentazione in legno, di una soletta in C.A. leggermente armata  collaborante con la travatura a mezzo di ferri verticali infissi ed incollati alle sottostanti travi in legno. Ne risulta una struttura mista cemento/legno costituita da travi a T affiancate ed aventi l’ala superiore del T in calcestruzzo  che lavora a compressione e l’anima inferiore in legno che lavora a trazione. Gli sforzi longitudinali di taglio sono sopportati dai ferri verticali di collegamento cemento/legno. La soletta in calcestruzzo è quindi pronta per sopportare le pavimentazioni di qualunque tipo (anche in piastrelle di ceramica).

L’applicazione descritta, pur se molto utilizzata in questi ultimi anni,  è, a giudizio di chi scrive, assolutamente sconsigliabile per i seguenti motivi:

  •         Vengono abbinate due strutture eterogenee come il calcestruzzo ed il legno la cui convivenza non è  facile: il legno è un materiale elastico che alla fine provoca fessurazioni nella struttura rigida in calcestruzzo soprastante;

  •         Il solaio deve sopportare il sovraccarico dato dal notevole peso proprio del calcestruzzo e dalla sua armatura in ferro;

  •         La presenza della soletta in calcestruzzo impedisce la traspirazione del solaio e favorisce la formazione di condensa nella superficie di contatto tra cemento e legno e, di conseguenza, a lungo andare la parte superiore delle travi in legno marcisce.

 

La soluzione che viene qui proposta è priva di tutti gli inconvenienti descritti e, oltre ad un minor costo, fornisce ottimi risultati, dal punto di vista statico e da quello estetico ed inoltre dà la possibilità di aumentare l’isolamento acustico di solito assai precario nei solai in legno.

Anche in questo caso si tratta di trasformare le travi portanti in legno da sezione rettangolare come quella normalmente usata, in sezione a T molto più adatta a sopportare  carichi. L’operazione, a differenza di quella sopra indicata, ha luogo utilizzando interamente materiali lignei.

Le fasi del lavoro per ciascuna trave sono le seguenti:

  1. Spinta verso l’alto a mezzo martinetto sottostante la mezzeria del solaio in modo da curvare la trave verso l’alto con una freccia di almeno 3 cm. Tale operazione provoca la precompressione finale della struttura.
  2. Posa in opera della ala della struttura a T e consistente, per ciascuna delle travi preesistenti, nella chiodatura longitudinale di un asse in legno della sezione di mm 250 x mm 35 e di lunghezza corrispondente alla luce netta della trave, posto al di sopra del pavimento in legno preesistente. La chiodatura ha luogo utilizzando chiodi di almeno 16/18 cm di lunghezza e quindi infissi per almeno 10/12 cm nella trave. I chiodi sono posti ad una distanza di cm 20 vicino agli appoggi della trave, più radi nella parte mediana. Ad evitare la formazione di fessurazioni sia sull’asse soprastante sia sulla trave, la posa del chiodo è preceduta da un foro fatto con il trapano  attraverso l’asse e la parte iniziale della trave. Per lo stesso motivo i chiodi non sono allineati ma sfalsati alternativamente verso destra o sinistra dell’asse trave e non sono infissi verticalmente ma inclinati, alternativamente, verso il centro della trave.
  3. Lievo d’opera del martinetto di spinta. Il solaio assume la posizione iniziale e l’asse soprastante in legno subisce la precompressione che la mette sotto carico. Da questo momento si può constatare come le travi abbiano assunto una grande rigidezza il che conferma l’aumento della loro portanza.
  4. Esecuzione delle opere di finitura della stanza (rifacimento intonaci, impianti elettrici ed idraulici ecc. ecc.) senza tema di rovinare la pavimentazione.
  5. Posa in opera di pannelli fonoassorbenti dello spessore di mm 35 tra le varie ali dei T di cui sopra.
  6. Posa in opera del nuovo pavimento in legno soprastante le travi a T.

 

Si allegano due sezioni del solaio con le indicazioni delle strutture preesistenti e di quelle di rinforzo nonché due foto di un solaio nel quale sono completate le fasi 1, 2, 3)

I risultati ottenibili adottando la metodologia descritta consistono in una notevole rigidezza del solaio data dalla collaborazione tra la nuova struttura portante (ala del T in legno precompresso) e la vecchia trave che si traduce nell’eliminazione quasi totale delle vibrazioni che caratterizzano i normali solai in legno, nel buon isolamento acustico dato dalla presenza di un doppio pavimento in legno (quello preesistente e quello nuovo) e dalla presenza dei pannelli fonoassorbenti e, soprattutto, nel consentire la riutilizzazione di tutto il materiale ligneo della struttura preesistente. Risultato secondario ma da non trascurare la possibilità di verificare lo stato delle vecchie travi percepibile durante l’infissione dei chiodi.

Quale ricompensa per l’utilizzazione del metodo di rinforzo descritto si chiede l’invio all’indirizzo dell’autore: Marcello Meneghin, Via Etruria 6  30124 MESTRE (VE) di una cartolina illustrata della località dove è stato effettuato l’intervento con l’indicazione dei risultati conseguiti

 



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