PREMESSA
La
captazione di acque sotterranee mediante pozzi tubolari è
diventata, in questi ultimi anni, una delle principali fonti
di alimentazione degli acquedotti
grazie alla facilità di reperimento di ottima acqua ed
in grandi quantitativi che essa ha reso possibile. I problemi
posti nella progettazione, costruzione ed esercizio delle
opere non sono
però di facile risoluzione essendo estremamente difficile
conoscere i fenomeni naturali che regolano la materia anche
per effetto della grande varietà che si riscontra nel
sottosuolo da una regione all’altra se non, addirittura, da
una località a quella vicina. La letteratura tecnica detta
alcune regole in ordine alla determinazione della potenzialità
della falda, ai criteri da seguire per non depauperarla in
maniera eccessiva ed infine per una sua regolare
utilizzazione, regole spesso totalmente disattese
vuoi per tornaconto vuoi per incompetenza degli
utilizzatori. Senza voler sminuirne l’importanza e la
validità si indicano nel presente lavoro delle modalità
pratiche di semplice attuazione augurandoci che, almeno
queste, trovino applicazione nell’esercizio delle opere di
presa in argomento.
DEFINIZIONI
Falda
freatica:
strato acquifero, di solito superficiale, nel quale il flusso
dell’acqua ha luogo a pelo libero.
Falda
artesiana:
strato acquifero profondo nel quale il flusso idrico avviene
in pressione essendo compreso tra strati impermeabili . La
perforazione dello strato superiore ad opera del pozzo provoca
la risalita dell’acqua verso l’alto, risalita tanto più
elevata quanto maggiore è la pressione di falda. Quando la
quota del suolo è inferiore al livello statico della falda
artesiana, l’acqua è in grado di sgorgare da sola al suolo.
Negli altri casi, e quando si vuole aumentare la portata,
l’emungimento deve essere effettuato tramite
sollevamento meccanico.
Livello
statico di falda:
quota piezometrica dell’acqua di falda in corrispondenza del
pozzo quando non si ha alcun emungimento dal pozzo medesimo.
Livello
dinamico di falda:
idem come al punto precedente quando ha luogo l’emungimento.
Depressione
di falda:
differenza tra livello statico e livello dinamico di falda.
Esiste una relazione diretta tra portata e depressione di
falda.
Curva
caratteristica del pozzo:
equazioni matematiche che definiscono la portata emungibile in
funzione delle depressioni dinamiche di falda (curva Q/H).
Punto
critico della curva caratteristica:
è così chiamato il punto di flesso della curva
caratteristica del pozzo. Esso definisce il limite massimo di
sfruttamento consigliabile per il pozzo allo scopo di evitare
il suo danneggiamento.
Cono
di depressione:
volume d'acqua a forma di un cono rovescio
che viene sottratto dalla falda a seguito dell'emungimento
del pozzo
CARATTERISTICHE
GENERALI DEL POZZO
Forma
specificatamente l'oggetto della presente nota il funzionamento
idraulico del pozzo artesiano prescindendo completamente
dalle sue caratteristiche costruttive la cui
descrizione non viene qui nemmeno presa
in conto. Basterà dire che il pozzo tipico
di cui si discute è formato da una canna per lo più metallica
di diametro variabile da 10 a 50 cm, con filtro costituito
da semplice fenestratura a ponte nel caso di
falda in ghiaia grossa e da rete speciale
per pozzi negli altri casi, munito o no di prefiltro
in ghiaia o sabbia grossa a seconda delle caratteristiche
dello strato acquifero e per profondità variabili
da 40 a 500 m. Una sua caratteristica costruttiva
fondamentale è data dal fatto che il pozzo qui
esaminato attinge acqua da una sola falda.
L'abitudine,
purtroppo talvolta messa in atto dai perforatori, di aumentare
la producibilità inserendo nella stessa
canna più filtri sovrapposti in corrispondenza di
altrettante falde costituisce un errore
gravissimo in quanto mette in collegamento tra di loro
falde aventi diverse caratteristiche di pressione e
di qualità dell'acqua con possibili
gravissimi danni. Qualora si vogliano
sfruttare più falde è necessario costruire altrettanti
pozzi anche se ubicati uno vicino all'altro ma ognuno con
prelievo su una unica falda.
Elemento
fondamentale di conoscenza del pozzo in argomento è
la sua curva caratteristica cioè l'equazione matematica
che lega la portata emungibile alla depressione di
falda necessaria allo scopo,
lquazione avente, di solito,
le caratteristiche rappresentate graficamente
nel diagramma della fig. 1.
Sono
riportate nell'asse delle ascisse le portate emungibili
ed in quello delle ordinate i corrispondenti
livelli di falda e definibili in duplice
modo: in quota assoluta o mediante il
dislivello tra falda indisturbata e falda sottoposta ad
emungimento. E' quest'ultima grandezza
definita con termine tecnico appropriato
"depressione di falda" quella da
utilizzare. E' infatti noto come
il livello di una falda possa subire importanti
variazioni nel tempo a causa della presenza di nuovi prelievi,
di particolari condizioni metereologiche che modificano
l’alimentazione di falda, ecc.ecc.. E’ quindi privo di
senso definire la portata in funzione di valori variabili nel
tempo. Al contrario è dimostrato come la funzione che lega la
portata emunta con la depressione di falda sia una costante
per il pozzo anche quando cambiano le condizioni intrinseche
della falda stessa. Ad esempio se, nei periodi di
livello statico è
elevato, è necessario deprimere la falda di un metro per
ottenere una portata di 20 l/sec, la stessa portata si otterrà
in altra epoca quando il livello generale di falda si è
abbassato per esempio di due metri: La sola condizione “sine
qua non” è quella di utilizzare il pozzo, anche in
quest’ultimo caso, con la stessa
depressione di un metro rispetto al livello statico del
momento. La motivazione tecnica di tale corrispondenza và
ricercata nel fatto che la portata emungibile dipende
essenzialmente dalla scabrezza del mezzo (in questo caso lo
strato ghiaioso) attraversato dall’acqua, scabrezza che non
varia al variare del livello statico di falda. La
modificazione della curva caratteristica può aversi solo in
caso di mutamenti nella consistenza del materiale costituente
lo strato acquifero (ad esempio a causa di franamento di
alcune parti oppure in caso di modificazioni del filtro di
presa, per effetto di incrostrazioni nella fenestratura della
parete del pozzo o di depositi di materiale che ne ostruiscano
la luce).
L’esame
della curva caratteristica del pozzo presenta molti aspetti
interessanti.
In
primo luogo è da notare come la sua prima parte che va dal
punto a (livello statico) al punto
b (punto critico della curva) sia caratterizzata da un
andamento rettilineo (quando il materiale della falda è
ghiaioso) o quasi rettilineo (in caso di strati acquiferi
costituiti da materiali fini ) il chè sta ad indicare come la
portata, limitatamente a tale tratto, sia direttamente
proporzionale alla depressione, nel mentre la sua pendenza
rispetto agli assi rappresenta la portata specifica emungibile
con il pozzo.
Il
rilievo del tratto di curva in questione, ripetuto ad
intervalli regolari, dà la prova della buona conservazione
del pozzo nel tempo o, in caso contrario, del peggioramento
delle condizioni
dello strato acquifero nelle immediate vicinanze del pozzo o
dello stato dei filtri.
Per
avere l’indicazione delle
condizioni generali di falda occorre invece esaminare
l’andamento nel tempo del livello statico di falda cioè del
punto a. In regime normale tale livello dovrebbe subire
soltanto variazioni cicliche dovute alle condizioni climatiche della zona dove ha luogo
l’alimentazione della falda e quindi, ad ogni diminuzione di
quota verificantesi in periodi di siccità dovrebbe far sempre
seguito un ritorno alle condizioni di quota iniziali. Quando
invece le quote precedenti non vengono più ripristinate ma
gli abbassamenti aumentano in progressione, si è in presenza
di un degrado irreversibile, presumibilmente dovuto a nuovi
importanti prelievi d’acqua dalla falda. Il provvedimento
che normalmente si adotta per ovviare alla conseguente scarsità
di portata, consiste in un progressivo abbassamento del
livello dinamico assoluto di falda durante l’emungimento: ciò
può aver luogo, in caso di sollevamento meccanico mediante
aumento della prevalenza delle pompe, in caso di funzionamento
a gravità mediante modifica della bocca di presa. E’
evidente che agendo in tal modo viene innescata una pericolosa
spirale di depauperamento della falda in quanto ogni
utilizzatore, in pratica, tutela il proprio prelievo
sottraendo, tramite detto abbassamento di livello dinamico,
una certa portata al vicino. La cosa, ripetuta più e più
volte in ciascuna opera di presa esistente, finisce per
danneggiare la falda, provocando modificazioni nella
consistenza del materasso ghiaioso o sabbioso con i disastrosi
risultati che si sono constatati in molte zone ricche di acqua
di falda artesiana.
Continuando
nell’esame della curva caratteristica del pozzo e
precisamente della sua parte inferiore, si noterà come al
termine della parte
rettilinea prima descritta sia presente una curva marcata cui
fa seguito la parte finale caratterizzata da una pendenza
molto accentuata e che tende, verso il basso, a diventare
ancora più ripida. Tale stato di cose porta a concludere che
il campo di lavoro del pozzo deve tassativamente essere quello
rappresentato dal tratto rettilineo a-b . Infatti qualora si
decidesse di spingere lo sfruttamento del pozzo verso portate
superiori non si otterrebbero risultati soddisfacenti anzi, si
arriverebbe al paradosso di non ottenere alcun aumento di
portata nonostante i successivi aumenti di depressione. Le
ragioni sono da ascriversi agli attriti del materasso
permeabile o del filtro di presa del pozzo che presentano un
limite ben
definito oltre il quale non bisogna andare. I risultati
pratici che si otterrebbero in tali casi sono il
danneggiamento della falda come ad esempio asporto di
materiale sabbioso, frane del materiale permeabile e, in ogni
caso, dispendio energetico.
La
curva caratteristica di cui si discute diventa particolarmente
utile quando sia da realizzare un intero campo
acquifero. Le caratteristiche del terreno di falda
sono infatti variabilissime e, alle volte, anche
uno spostamento di alcune decine di metri
nell'ubicazione di un pozzo può portare a risultati
completamente diversi da quelli che ci si aspetta.
E' allora importante far precedere la
costruzione di ogni nuovo pozzo dalla comparazione delle
curve caratteristiche di quelli precedentemente eseguiti
e spostare il cantiere in
continuazione verso
le zone che si rivelano migliori. Man
mano che si procederà nei lavori saranno in particolare
da tenere sotto controllo la pendenza del primo
tratto delle curve caratteristiche in quanto sicuro indice
della loro portata specifica nonchè la
posizione del punto critico poichè da
essa dipende, come
spiegato,
la portata emungibile. Qualora un pozzo
denunci caratteristiche chiaramente peggiori degli
altri, sarà necessario abbandonarlo non prima
di aver proceduto alla sua cementazione onde non
depauperare inutilmente la falda, e spostare le ricerche
d'acqua in tutt'altra zona.
LE PROVE DI
PORTATA
Ultimata
la costruzione di un pozzo ed eseguiti lo spurgo ed
i lavaggi continuati fino ad avere la
garanzia che il filtro di presa ed il cono di
depressione sono stati depurati del materiale instabile ivi
presente come sabbie fini e materiali usati per la
terebrazione (fanghi bentonitici ecc.) si deve dar
corso alle prove di portata che sono di due tipi:
-
prove iniziali da effettuare prima dell'inizio della utilizzazione
del pozzo e che sono necessarie per la definizione
delle sue caratteristiche;
-
prove di controllo da effettuare ad intervalli
regolari di due/tre anni onde verificarne lo stato
di conservazione.
Tenuto
presente che ogni prelievo di acqua sia
tramite pompa sommersa e sia, per i pozzi a
risalienza naturale, tramite semplice
apertura della saracinesca di presa, provoca, nella
falda di attingimento, delle modificazioni
dinamiche estremamente variabili nel
tempo per cui la misura effettuata in tali condizioni
di instabilità non darebbe alcuna indicazione utile,
le regole da seguire tassativamente nelle operazioni di
rilievo del pozzo impongono che
l'emungimento della portata di ciascuna
misura sia proseguito, senza alcuna ulteriore manovra,
fintantocchè da almeno tre rilievi fatti in
successione e ad intervalli più o meno lunghi a seconda delle
caratteristiche della falda ma in ogni caso non
inferiori ad quarto d'ora uno dall'altro, non risultino
valori di portata e livello assolutamente identici tra
di loro. Ovviamente sono solo questi ultimi i valori
definitivi da utilizzare.
Una
prova completa, sia del primo che del secondo
tipo, deve inoltre essere costituita da almeno 7 o
8 misure condotte secondo le regole citate e con la seguente
successione.
Primo
punto di misura.
Consiste
nella misura del livello statico da effettuare a falda
assolutamente indisturbata e quindi dopo un lungo periodo di
non utilizzazione del pozzo. Data l'importanza che
riveste, l'operazione deve essere effettuata con tutta
la cura possibile. Si deve quindi operare tramite misura
diretta evitando l'uso di strumenti
come
i manometri che non offrono sufficienti garanzie di precisione.
In caso di pozzi a risalienza naturale si avrà cura di montare
un tubo di gomma trasparente verticale con l'estremità
superiore posta ad
altezza superiore al livello massimo raggiungibile
dalla falda.
Invece il livello, anche molto profondo, all'interno del
pozzo può essere rilevato mediante semplice introduzione
nella canna di un
tondino di ferro da cemento armato.
Misure
seguenti.
Fissata
la portata massima che si prevede di emungere dal pozzo,
si inizierà con un prelievo di circa un quinto di essa ottenuto,
nel caso di salienza naturale, mediante semplice apertura
parziale della saracinesca di prelievo e, nel caso sia
necessario l'uso di una pompa sommersa, mediante
avviamento della pompa a bocca chiusa e
successiva apertura parziale della saracinesca
posta nella mandata. Saranno rilevati il livello
falda e la portata emunta. Per la misura
del livello si adotteranno le stesse modalità
descritte per il rilievo del livello statico mentre
per quella della portata sarà da preferire il
metodo volumetrico consistente nell'uso si un capace
recipiente e di cronometro. In caso di portate rilevanti
è consentito l'uso di normali misuratori di
portata preventivamente tarati.
Ultimata
la prima misura si procederà in modo analogo
per le seguenti 4 con successive
aperture della saracinesca atte ad aumentare
via via il prelievo della stessa quantità fissata
in precedenza e cioè di circa 1/5 della portata massima
prevedibile. Eseguiti i primi 4 rilievi e quindi raggiunta la
portata massima del pozzo, si dovrà continuare
nelle misure oltrepassando tale valore con
ulteriori due o tre determinazioni in modo da poter
conoscere il comportamento della falda anche
con emungimento molto spinto. Ciò
tornerà utile, come vedremo più avanti, per
definire il punto critico di funzionamento del pozzo.
A questo
punto
è possibile tracciare il grafico cartesiano della funzione
che lega portata e livello secondo quanto indicato al cap 3.
Supponiamo ad esempio di aver costruito un pozzo in
falda artesiana avente livello statico pari a
100 msm e che, dalle misure preliminari già effettuate,
risulti in grado di dare una portata di circa 30 l/s, Si
vogliano determinarne in dettaglio le caratteristiche
di producibilità nonchè le regole da seguire per
il suo ottimale sfruttamento. Fissato in 8 l/s
circa l'intervallo
di portata tra una misura e l'altra (circa un quinto della
portata massima) si siano rilevati i dati della seguente
talbella :
|
N.
|
LIVELLO
m
|
DEPRESSIONE
msm
|
PORTATA
EMUNTA
L/sec
|
|
1
|
100.00
|
0
|
0
|
|
2
|
98.70
|
1.30
|
8.1
|
|
3
|
97.50
|
2.50
|
17.2
|
|
4
|
96.20
|
3.80
|
26.0
|
|
5
|
95.50
|
4.95
|
34.1
|
|
6
|
93.95
|
6.05
|
40.7
|
|
7
|
92.30
|
7.70
|
47.5
|
|
8
|
90.45
|
9.55
|
51.2
|
Il
grafico, riportato in fig. 1 fornisce tutte le indicazioni del
caso. Si nota innanzitutto come il tratto superiore della
curva caratteristica che va da zero a 40 l/s circa sia
caratterizzato da un tracciato rettilineo
il che conferma che nelle portate iniziali
esiste una proporzione diretta tra
portata emungibile e depressione di falda essendo
la portata specifica di circa 6.9 l/sec per metro di
depressione. E' questo l'intervallo da utilizzare per un
uso del pozzo atto a conferirne la massima sicurezza di
esercizio. Il punto critico ( b ), ubicato al termine del
tratto rettilineo, definisce in 40 l/sec circa la portata
massima emungibile cui corrisponde una depressione di
falda di 5.80 m e quindi un livello, alla data delle
misure, pari a 94.20 msm. Per portate superiori a 40 l/s
l'aumento anomalo delle perdite di carico del
mezzo attraversato dall'acqua è denunciato dalla forma della
curva che non è più rettilinea ma diventa parabolica
con una impennata verso il basso. Qualora si decidesse
di effettuare il prelievo d'acqua in tali
condizioni, oltre ad un sicuro dispendio
energetico, potrebbe verificarsi instabilità nel materasso
acquifero con continuo
trasporto di materiali fini e
probabili franamenti interni o
intasamento dei filtri e quindi il rapido
deterioramento del pozzo. Uno sfruttamento corretto consiste
invece nel
prelevare una portata che garantisca di
non oltrepassare in nessun caso il punto critico nemmeno
in particolari condizioni di falda quali possono
essere per esempio quelle che si riscontrano
in periodi eccezionalmente siccitosi. La
portata massima consigliabile potrà essere, ad esempio,
quella di 35 l/s.

Fig.1
Nel
corso degli anni seguenti le prove di portata, da eseguirsi
con le stesse modalità sopra descritte, dovranno essere
ripetute ad intervalli regolari di quattro o
cinque anni. Si avrà modo così di
confermare il buono stato del pozzo oppure, in caso
di falda in via di deterioramento, di definire le
nuove condizioni ottimali di sfruttamento. Normalmente e
se vengono rispettate le cautele citate, la curva
portata/depressione si mantiene assolutamente costante
nel tempo. Ciò che è soggetto a facili cambiamenti
è il livello statico della falda il quale, sia a causa
di nuovi prelievi, sia per particolari condizioni
metereologiche, può subire
dei cali anche importanti. Potrà ad esempio accadere
che, ferma restando la curva caratteristica, il livello
statico del pozzo sia passato dai 100 msm iniziali a 98 msm.
In tal caso si potrà comunque continuare a
prelevare la portata ottimale di 35 l/s a
condizione che il corrispondente livello dinamico di
falda, in precedenza pari a 95 msm,
sia modificato portandolo, tramite una
nuova pompa più potente della precedente, a 93 msm
necessari affinchè venga mantenuta la stessa depressione di
falda di 5 m necessaria e sufficiente perchè il
pozzo, anche con il nuovo livello statico,
possa fornire tale portata.
CONCLUSIONI
Si
sono descritte le prove da effettuare per conoscere e
tenere sotto controllo i pozzi artesiani. In
particolare si è spiegato come definire il punto
critico che stabilisce quali sono i limiti massimi di
emungimento dell'acqua. Si tratta di proposte della
massima semplicità e comprensione che l'autore
della nota ha personalmente sperimentato in più
realtà acquedottistiche
trovandole di facile attuazione pratica e di sicuro
risultato per cui, senza voler nulla togliere alle
ben più importanti e complesse determinazioni
riportate nella letteratura tecnica in questo
campo, ne consiglia caldamente l'attuazione.
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