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Milano,
attraversata nel sottosuolo da tre linee della
metropolitana e dal ‘passante ferroviario’,
nasconde nelle sue viscere le antiche vie d’acqua
ricoperte nel tempo, per questioni di igiene e per
esigenze viabilistiche di superficie, ogni sorta di
canalizzazione, fognature, polifore, nonché un
ricchissimo patrimonio archeologico.
Milano, è bene ricordarlo, è stata capitale
dell’Impero Romano.
Ciò premesso, è possibile ipotizzare uno sviluppo
urbanistico di Milano nel suo sottosuolo? Certo non è
la rigidità del clima a indurre ad una tale possibile
scelta, non siamo in Canada, ma, se è vero che vi è
l’esigenza di ampliare le zone pedonali o ciclabili,
che è sempre più urgente reperire posti auto,
liberando strade e piazze è altrettanto vero che
l’unica risorsa rimasta è proprio il sottosuolo.
Allora? Cerchiamo di non sprecarlo con casuali
interventi prima di aver programmato lo sviluppo
urbanistico del sottosuolo come, d’altronde, si è
abituati a farlo per le superfici delle nostre città.
Occorrerebbe redigere un vero Piano Regolatore del
sottosuolo: una previsione lungimirante completa di
norme per la sua realizzazione e vincoli che
salvaguardino le preesistenze storiche.
I parcheggi sotterranei, che le amministrazioni che si
sono avvicendate negli ultimi quindici anni, hanno
voluto e vogliono fermamente, rischiano di costituire
degli intralci, degli sbarramenti, degli impedimenti
per lo sviluppo sotterraneo della città che avrà,
obbligatoriamente, altre linee metropolitane,
ferroviarie, percorsi viari per vetture e mezzi
pesanti, attraversamenti pedonali, stazioni, ecc., se
non saranno inseriti in un piano di sviluppo della
città interrata.
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