|
IL
22 agosto scorso è stata posta la pietra che
completa la ricostruzione del ponte di Mostar,
simbolo di una città multietnica e
multiculturale.
Lo 'Stari Most' (Vecchio Ponte) costruito
durante la dominazione ottomana del sedicesimo
secolo, congiungeva le due sponde del fiume
Neretva permettendo il collegamento tra la
parte musulmana e quella bosniaca di Mostar
fino a quando nel novembre del 1993 non venne
in buona parte distrutto dall' artiglieria
croata.
Secondo la leggenda, l'architetto ottomano
Mimar Hajrudin impiegò nove anni per
costruirlo in tenelija, (pietra calcarea
locale di colore bianco) secondo una curva
policentrica, elegante e leggermente
asimmetrica poggiata sulle sponde.
I lavori furono commissionati da Solimano che
più volte minacciò di morte l'architetto nel
caso in cui il ponte fosse crollato ed infatti
quest' ultimo scappò prima che le impalcature
venissero rimosse
Una struttura molto semplice ed essenziale con
forme non vincolate a uno stile o un' epoca
particolare; nato probabilmente come struttura
funzionale senza alcuna pretesa di avere un
valore rappresentativo o monumentale
Lo studio del monumento, ha rivelato che venne
realizzato secondo la tipologia della
muratura staffata: i blocchi di pietra del
ponte erano vincolati, con uno strato di malta
e un sistema di staffe e perni metallici
sistemati in sedi appositamente intagliate
nella pietra e successivamente riempite con
piombo fuso.
Pasquale Ciarleglio |