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L’ingegnere
di origine tedesca John Roebling emigrato negli Stati Uniti
nel 1831 è da ritenersi il padre del moderno ponte sospeso a
cavi. Nato nel 1806 in Germania nella tranquilla città di
Mublhausen Roebling frequentò le migliori scuole, quali il
Politecnico di Berlino e successivamente la prestigiosa
università della capitale tedesca. Dedicatosi allo studio
dell'impiego di cavi metallici nei ponti sospesi, Roebling
mise a punto un sistema, basato sull'applicazione di un cavo
di ferro elastico che corre lungo tutta la struttura e
sopporta tutti gli sforzi, che adottò negli arditi ponti
sospesi da lui progettati. La sua prima importante opera fu un
ponte sospeso sul fiume Monongahela a Pittsburgh. Roebling nel
1855 realizzò un ponte sospeso, il Grand Trunk sulla gola del
Niagara, negli Stati Uniti, lungo 243,5 m, usando un sistema
del tutto innovativo per la realizzazione dei cavi metallici
di sostegno. Essi erano praticamente trafilati sul posto, con
un ingegnoso sistema di intreccio; formavano un fascio
compatto e con una tensione uniforme, tenuta insieme da altro
filo metallico. Il metodo fu brevettato nel 1841 ma solo nel
1855, proprio con la costruzione di questo ponte, venne
confermata la sua validità. La superficie attraversabile del
ponte, che si stendeva tra le due torri in muratura, era su
due livelli: in quello inferiore vi era un piano stradale. Nel
1867 realizzò un ponte sospeso con una campata di 322 m, sul
fiume Ohio, a Cincinnati. Il capolavoro di John Roebling fu
senza dubbio il Ponte di Brooklyn, a New York, per la cui
costruzione fu nominato ingegnere capo. Adottando la sua
tecnica di produzione di cavi trafilati egli realizzò il più
grande ponte sospeso dell'epoca, che, con la sua luce di 487 m
superava di una volta e mezzo quella di qualunque altro ponte
precedente, e che fu il primo ponte ad avere cavi di acciaio.
Il nuovo principio introdotto per questo ponte è quello di
suddividere il carico su molti fili; se uno di questi fili si
rompe, l'energia prodotta dalla rottura non verrà trasmessa
alle altre fibre del materiale, come accadrebbe se si
trattasse di un unico cavo. Il sistema di filare i cavi,
inventato da Roebling, fu adottato in tutti i ponti sospesi
costruiti negli Stati Uniti. Il cavo trafilato permise di
sostituire le catene che venivano utilizzate fino ad allora
per la sospensione dei ponti. I lavori ebbero inizio nel 1869.
Poco tempo dopo, mentre si trovava su un molo, Roebling ebbe
un piede schiacciato da una nave traghetto. Gli vennero
amputate le dita ma morì di tetano dopo due settimane. Nella
direzione dei lavori gli subentrò il figlio, Washington.
Mediante cassoni pneumatici vennero gettate le fondamenta
delle torri, a 14 e a 24 m sotto il livello dell'acqua nei
periodi di alta marea. Nel 1872, mentre lavorava nel cassone
ad aria compressa, Washington Roebling ebbe un attacco del
cosiddetto "male del palombaro" e fu portato fuori
ormai paralizzato dalla vita in giù. Le torri in muratura,
alte 82 m, vennero ultimate nel 1876 e quindi ebbe inizio la
filatura dei cavi. Per legare i quattro cavi di 40 cm di
diametro furono impiegati quasi 2000 km di filo. Non c'erano
rocce consistenti in cui praticare i tunnel per l'ancoraggio e
venne quindi fabbricato un ancoraggio a contrappeso, con
44.000 t di muratura a ciascuna estremità del ponte. Venne
infine sospeso il piano stradale, ed il ponte venne aperto al
traffico nel 1883).

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