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Si
può affermare che la ferrovia è nata con
l’invenzione della locomotiva (“il cavallo di
ferro”) e questa con la realizzazione della
macchina a vapore. Le origini della locomotiva
risalgono al XVIII secolo, quando in Inghilterra
esplode la Rivoluzione industriale. Ma la prima
locomotiva che abbia trainato un treno pubblico risale
al 1825, durante il cosiddetto secolo del vapore. Già
nel I secolo a.C. i fedeli si recavano al tempio di
Alessandria rimanendo sbalorditi nel vedere che le
porte si aprivano da sole dopo che era stato acceso il
fuoco sull’ altare. Non si trattava certo di un
evento soprannaturale come molti credevano, ma in
realtà il movimento era prodotto da un meccanismo
inventato da Erone che sfruttava per la prima volta la
forza prodotta dal vapore acqueo
Solo
dopo 1600 anni, Galileo Galilei ed Evangelista
Torricelli stabilirono i primi principi alla base del
fenomeno “vapore”.
Nel
1629 un architetto italiano, Giovanni Branca, costruì
una macchina che mediante il vapore permetteva di
alzare ed abbassare i bracci di un mortaio.
Lo
studio delle pressioni e della dinamica dei gas con le
prime leggi teorico-matematiche furono opera di Robert
Boyle, Edmé Mariotte e Blaise Pascal.
Nel
1654 Otto Von Guericke dimostrò l’enorme forza
della pressione in modo spettacolare con sedici
cavalli che tirando in direzioni opposte, non
riuscirono a separare due semisfere in cui era stato
creato il vuoto.
Denis
Papin nel 1654 costruisce un recipiente ermetico che
messo sul fuoco, faceva vaporizzare l’acqua al suo
interno, affrettando la cottura dei cibi.
Gli
esperimenti lo portarono a realizzare
un’imbarcazione che mediante il vapore acqueo
permetteva la rotazione di una ruota a pale e quindi
la navigazione. Papin si mise a navigare
intrepidamente su un fiume tedesco provocando
ripercussioni sui barcaioli e rematori che vedendo in
pericolo le proprie economie, fermarono e distrussero
la barca. La macchina a vapore non prosperò come
propulsore ma fu elemento essenziale delle “pompe
a fuoco” dove trovò la sua prima applicazione
pratica.
Quest'invenzione
fu molto utile per pompare l’acqua a più di dieci
metri di altezza, cosa che le pompe già in uso non
permettevano; venne impiegata nelle continue
inondazioni nelle miniere. L’idea di base delle
pompe a fuoco emerse dal lavoro di Edward Somerset che
costruì attrezzature per portare l’acqua nelle
torri dei castelli, ma solo nel 1698, l’ingegnere Thomas Severy costruì una macchina chiamata ”l’amico
del minatore” che consentiva di pompare
l’acqua delle miniere della Cornovaglia. Gli
inconvenienti di questa macchina (eccessivo consumo di
carbone e assenza di meccanismi di controllo) vennero
in parte risolti da Thomas Newcomen, che introdusse un
sistema di valvole per il controllo della pressione.
Fu
James Watt che ne aumentò il rendimento, introducendo
degli ingranaggi del tipo
sole-pianeta e poi con biella-collo d’oca per
trasformare il movimento rettilineo del pistone in
rotativo e inventando il regolatore di pressione. Fu
questa la ”macchina a vapore” di Watt,
sintesi di tutte le invenzioni e le innovazioni
precedenti. Watt non inventò la macchina a vapore
(come si crede generalmente) ma vi apportò modifiche
tali da renderla un’importante fonte di potenza
meccanica almeno fino all’ avvento della turbina a
vapore e del motore a scoppio.
Nonostante
ciò, ancora per molti anni vennero impiegati gli
animali, il vento e i remi per i trasporti perché le
caldaie non riuscivano a far sviluppare forti pressioni.
Nel
1769, l’ingegnere militare Nicole Cugnot costruì
una ”carrozza” a vapore di bassa potenza
e pesante che però fu un vero e proprio
precursore della locomotiva a vapore.

William
Murdoch nel 1785 realizzò una macchina simile, che
ebbe poco successo ma molti incontri di pugilato: ogni
volta che la sua invenzione si fermava, Murdoch
scendeva e prendeva a pugni i canzonatori della sua
invenzione.L’ introduzione delle alte pressioni con
Oliver Evans,Jonathan Hornblower e Richard Trevithick
e dell’acciaio permisero l’effettivo impiego del
vapore nei trasporti.
Nel
1804 Trevithick realizzò in più fasi una locomotiva
a vapore, la Newcastle, che permise di trainare
10 tonnellate di lingotti di ferro e 70 persone per
quindici chilometri in quattro ore. Le rotaie in ferro
fuso dell’epoca non ressero il peso e si distrussero
dopo solo il primo viaggio. Spesso la locomotiva si
bloccava nel punto morto del ciclo del pistone ed
allora era necessario che i passeggeri, vestiti a
festa per il viaggio inaugurale, scendessero a
spingere.
Nacquero
altre macchine su rotaie, provocando continui scoppi e
distruzioni, tanto che Trevithick morì povero. Ma per
molti fu proprio lui l’inventore della locomotiva a
vapore e non Gorge Stephenson.
Vi
furono successive invenzioni di John Blekinsop e
William Hedley (la Puffing Billy) che non
ebbero molto successo.

E
così come a Watt è attribuita la paternità della
macchina a vapore, sebbene non ne sia stato
l’inventore, Gorge Stephenson viene considerato il
padre della locomotiva. La prima locomotiva di Gorge
Stephenson, la Blucher, finita nel 1814, venne usata
per il trasporto di carbone dalle miniere, ottenendo
un discreto successo. Il figlio di Gorge, Robert
Stephenson proseguì gli studi del padre e nel 1825
inaugurò la linea Stockton-Darlington con la sua Locomotion
(velocità di 13 Km/h trainando 90 tonnellate di
carbone e farina e 600 passeggeri).
A
quel tempo difficilmente si otteneva
l’autorizzazione ad attraversare i binari per la
paura che le macchine incendiassero i prati o che le
mucche non dessero più latte. L’inizio dell’era
della ferrovia si ha con l’inaugurazione nel 1830
della linea Liverpool-Manchester, sulla quale il
trasporto era affidato alla locomotiva Racket di
Stephenson (velocità di 48 km/h).
Le
prime rotaie in acciaio vennero istallate nel 1857
mentre il primo ponte dello stesso metallo fu
costruito sul Mississipi, a Saint Luis negli Stati
Uniti, fra il 1867 e il 1873. Altre innovazioni che
vennero introdotte subito furono le segnalazioni
elettriche , il controllo con telegrafo, l’aggancio
meccanico di locomotive e vagoni. Nel 1869 vennero
introdotti i freni ad aria compressa inventati da
Gorge Westinghouse.
Giffard
sostituì la pompa di alimentazione con un iniettore
nel 1858. Nel 1866 la locomotiva de Estrade raggiunge
i 120 km/h.
Negli
Stati Uniti, la prima locomotiva (Leon de
Stourbridge) entrò in funzione nel 1829. Vi fu un
rapido sviluppo dei treni in quanto per superare
l’accidentato suolo Americano, fu necessario
introdurre sempre nuovi meccanismi come carrelli a
quattro ruote, grate per sgombrare ostacoli, casse di
sabbia per tratti di binari sdrucciolevoli. Nel 1860
vi era una rete di ben 50000 chilometri di ferrovia
sul territorio americano. Le ferrovie erano divise in
Union e la Central Pacific che vennero uniti nel 1869
con la collocazione del chiodo d’oro a Promontori
Point, nell’ Utah.
Tra
la Union e la Central Pacific ci fu sempre una forte
concorrenza e il 28 aprile del 1860 ci fu il
sensazionale episodio della posa in opera in un sol
giorno di 16 chilometri di binari da parte della
Central Pacific.
Nel
1883 si inaugurò in Irlanda del Nord il primo tratto
ferroviario elettrificato. In Italia e negli Stati
Uniti le prime linee elettrificate su lunghi percorsi,
si inaugurarono nel 1902.
Oggi
le linee ferroviarie sono quasi totalmente
elettrificate, tranne che in brevi tratti in cui si
impiega il motore diesel. I locomotori elettrici sono
molto efficienti ma solo se il volume di traffico è
notevole sono giustificati economicamente ed infatti,
negli anni 79-80 la Svizzera era la nazione con più
alta percentuale di linee elettrificate (99%) proprio
per la sua alta densità abitativa (160 ab./Kmq)
Inoltre
sono silenziosi, richiedono poca manutenzione ed hanno
una vita utile maggiore.
Malgrado
i treni siano apparsi in Gran Bretagna nel primo
quarto del XIX secolo, il sistema di trasporto su
rotaie era già da tempo conosciuto. Il tedesco
Sebatian Munster ne parlava già nel 1550 nella sua
opera “Cosmographie universalis” che riportava mi
sistemi impiegati nelle miniere dell’ Alsazia. Nel
1556 se ne trova una nuova descrizione di un piccolo
vagone su rotaia si trova nella “ De re metalica”
di Georg Bauoer ( o Georgius Agricola). All’ inizio
le rotaie e le ruote erano in legno come il vagone da
miniera che si può ammirare nel Bau Museum di
Berlino. La prima mensione scritta di strade con
rotaie appare in un manoscritto con l’inventario
delle proprietà di uno stabilimento vicino
Nottingham, in Inghilterra, nel 1603 o 1604.
La
Tanfield Wagon Way di Durhan (Inghilterra) venne
costruita nel 1632 ma si estese notevolmente nel 1729
e uno dei suoi rami utilizzò un ponte ad arco in
muratura lungo 31 metri. Questa ferrovia nel 1964 era
ancora utilizzata.
La
storia della ferrovia in Italia ebbe inizio nel
1836 quando l'ingegnere francese Armand Bayard
de la Vingtrie propose la costruzione di una ferrovia
tra Napoli e Nocera. Nel giugno dello stesso
anno il Bayard venne autorizzato da Ferdinando II alla
costruzione a sue spese del tratto ferroviario.
Il
3 ottobre 1839 fu inaugurato il primo tratto
sino a Portici; nell'estate del 1840 furono raggiunte
Resina e Torre del Greco e, nel 1844 attraverso
Pagani, Scafati ed Angri si giungeva a Nocera.
Per
un certo periodo vennero impiegate delle rotaie ad L
dette “plateways” che consentivano di usare i
veicoli anche su terreno senza bisogno di modifiche.
Ci
furono vari tipi di scartamenti nell’ evoluzione
della rete ferroviaria ma l’attuale misura di 1.435
metri è stata accettata quasi da tutti tranne che
Russia, Finlandia
(1.5 metri), e Spagna e Portogallo (1.68
metri).
Lo
sviluppo del motore diesel porta nel 1911 a realizzare
la prima locomotiva Diesel ad opera della società
Sulzer. Il vero successo si ebbe solo nel 1925 e fu
dovuto a un minore consumo rispetto al vapore, ad una
manutenzione ridotta, un miglior rendimento e alla
possibilità di poter accelerare più velocemente.
Nel
1932 vennero combinati il diesel e il sistema
elettrico che mediante il motore diesel si azionava un
generatore produttore di corrente.
Ben
presto la rete ferroviaria si è estesa collegando
interi continenti, basti pensare alla Transiberiana
(San Pietroburgo-Mosca-Vladivostok , 9500 Km), l’
Orient Express (Parigi-Istambul, 3000 Km). Un notevole
sviluppo ferroviario si è avuto anche in America
Latina dove i treni superano notevoli dislivelli (fino
a 4500 metri di La Paz, Bolivia). L’Australia è
fiera del tratto rettilineo più lungo del mondo (528
Km) sulla linea Sidney-Perth.
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Anno
di nascita dei primi tratti ferroviari nei
principali paesi
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Anno
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Stato
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Percorso
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1825
1831
1832
1834
1835
1835
1836
1837
1838
1839
1839
1846
1847
1847
1848
1853
1854
1854
1857
1857
1860
1872
1876
|
G.
Bretagna
Stati Uniti
Francia
Irlanda
Belgio
Germania
Canada
Russia
Austria
Italia
Olanda
Ungheria
Danimarca
Svizzera
Spagna
India
Norvegia
Australia
Egitto
Argentina
Sud Africa
Giappone
Cina
|
Stockton-Darlington
Charleston-Hamburg
Saint-Etienne-Lione
Dublino-Kingstown
Bruxelles-Malines
Norimberga-Fùrth
Laprairie-Saint John
Pietroburgo-Tzarskoe Selo
Vienna-Florisdorf
Napoli-Portici
Amsterdam-Haarlem
Pest-Vaec
Copenaghen-Roskilde
Zurigo-Baden
Barcellona-Mataro'
Bombay-Thana
Oslo-Eidsvoll
Melbourne-Port Melbourne
Il Cairo-Alessandria
Buenos Aires-San José de Flores
Durban-The Point
Tokyo-Yokohama
Shangai-Wu sung
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Negli
anni ’80 è nato in francia uno dei treni ancor’
oggi tra i più efficienti e veloci, il TGV
(Train à Grande Vitesse).
Il
resto è attualità, con l'alta velocita e treni
futuristici come Maglev. La Grumman Corporation
è l'azienda che si sta da tempo occupando della
progettazione del Maglev, un treno capace di
raggiungere la velocità di 400 km/h che supererebbe
di gran lunga i 320 km/h del Train
à Grande Vitesse francese. Il Maglev utilizzerebbe
solamente la metà dell’energia (per
passeggero-chilometro) utilizzata dalle automobili e
un quarto di quella consumata dagli aerei. Il veicolo
“vola” alcuni centimetri sopra di esse, senza
visibili mezzi di supporto grazie alla levitazione
magnetica.
I magneti sono attratti dall’acciaio presente sotto
la guida di scorrimento e sollevano il veicolo di
circa due centimetri.
paciarle@tiscali.it

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