La
speranza di risolvere le crisi idriche che
sistematicamente colpiscono alcune regioni italiane
viene spesso riposta nei laghi artificiali, da
realizzare mediante dighe di ritenuta, nei quali
accumulare, durante i periodi piovosi, grandi volumi
d’acqua per poterne poi disporre durante tutto
l’anno. Tra i molti inconvenienti che tali imponenti
opere comportano, figurano in primo piano i gravi danni
provocati all’ambiente e la notevole dispersione
d’acqua per evaporazione provocata
dall’irraggiamento solare particolarmente intenso
nelle regioni in parola.
E’ fuor di dubbio che ai
nostri giorni, caratterizzati da tecnologie avanzate in
tutti i settori, si debbano ricercare soluzioni diverse
che ad un minor impatto ambientale uniscano ottime
caratteristiche nel campo idraulico.
Una delle aree verso cui
occorre orientare la ricerca è sicuramente quella del
sottosuolo, ambiente ideale per conservarvi grandi
volumi d’acqua liberando il territorio superficiale
dalle imponenti opere prima indicate.
A questo punto non si può far
a meno di citare l’opera sotterranea che, tra tutte
quelle realizzabili, presenta le migliori qualità per
raggiungere gli scopi indicati: un maxiserbatoio
sotterraneo realizzato mediante escavo in roccia di una
galleria di lunga estesa e grande diametro e munita di
rivestimento interno in calcestruzzo.
La galleria, con un tracciato
opportunamente studiato, può sottopassare tutti i
compluvi e le vallette del bacino imbrifero montuoso che
si vuole sottendere e consente, tramite modeste opere di
presa e opportuni decantatori ricavati per lo più nel
sottosuolo, di raccogliere ed immagazzinare tutte le
acque che vi scorrono durante i periodi piovosi. Rende
anche possibile la raccolta, senza alcuna opera
particolare, delle acque delle falde sotterranee situate
nel territorio soprastante, acque che vengono richiamate
all’interno della galleria stessa durante i lavori di
scavo.
L’acqua potabile, accumulata
nel grande serbatoio/galleria, può rimanervi a lungo al
buio e al fresco mantenendo le naturali doti di
potabilità considerato che non regnano in galleria né
insetti né vegetali e, può, previa accurata scelta
della quota altimetrica a cui costruirlo, alimentare
l’utenza direttamente a gravità evitando l’uso di
pompe di sollevamento.
Per la sua costruzione non sono
necessari espropri di aree private essendo totalmente
sotterraneo nel mentre non sussistono praticamente
problemi legati all’impatto ambientale se non quelli
dati dalla necessità di sistemare i rilevanti
quantitativi di materiale di risulta dello scavo. Anche
questo problema può trovare soluzione ubicando il
serbatoio in rocce aventi qualità particolarmente
ricercate in modo che, organizzando opportunamente i
lavori di scavo, si possa avere un ritorno economico
dato dalla utilizzazione in lavori edilizi del materiale
di scavo in sostituzione di quello prodotto in cave
all’aperto anch’esse dannose all’ambiente e quindi
da chiudere.
A conclusione della nota si fa
rilevare come un maxiserbatoio del tipo di quello
sommariamente qui descritto sia oggetto di un
progetto/idea che sta per essere adottato all’Isola
d’Elba afflitta anch’essa da crisi idropotabili,
progetto visibile, completo di grafici e disegni, nel
sito