Home
Segnala un sito
Invia un articolo
Informazioni
Aggiungi ai preferiti

                                                    le costruzioni in rete

 Architettura di terra

  Benito De Sensi Ortiz

Data di pubblicazione: 03/2003

 

Un edificio può essere costruito con della semplice terra, basta conoscere e applicare correttamente le tecniche associate a questo materiale, che in fondo è un materiale costruttivo come un altro, con tutti i suoi pro e contro.

Il numero delle tecniche conosciute sfiora il centinaio, anche se le più usate, soprattutto negli ultimi decenni sono tre:

Adobe: mattoni di fango e paglia essiccati al sole

CEB (Compressed Earth Block): blocchetti di terra compressa

Pisé: muri monolitici di terra costipata

L’ostacolo più grosso per il decollo di questo tipo di architettura è il fatto che alla maggior parte delle persone, architetti compresi, sembra impossibile che si possa fare dell’architettura con la semplice terra, ma sta di fatto che non si tratta ne di un fenomeno di costume circoscritto a una limitata area geografica e neppure di una stravaganza hippy. Infatti anche i maestri dell’architettura contemporanea come Le Corbusier e Wright se ne sono interessati.

Non ci si dovrebbe meravigliare dal momento che sappiamo che l’uomo costruisce con la terra da circa 8.000 anni (lo testimoniano numerosi scavi archeologici). Gli edifici di terra sono presenti a tutte le latitudini del pianeta, in presenza delle più svariate condizioni climatiche e di rischio sismico.

Stime (ONU) affermano che almeno 1/3 della popolazione mondiale abita in edifici di terra. Molto spesso però si tratta di edifici fatiscenti, costruiti senza gli adeguati accorgimenti tecnici. Infatti, se da una parte è vero che la terra è una valida alternativa ad altri materiali costruttivi, bisogna tener presente che questi edifici devono essere realizzati rispettando alcune basilari regole tra cui:

1-    I muri possono essere innalzati su uno zoccolo, di pietra o calcestruzzo, sporgente almeno 50 cm dal suolo;

2-    Il baricentro dell’edificio deve rimanere basso, preferibilmente entro i tre piani di altezza;

3-    La copertura deve essere leggera e sufficientemente sporgente da evitare che la pioggia impregni i muri.

Molti edifici di terra sono realizzati in modo improprio, sopratutto in aree poco sviluppate. Questo ha fatto nascere un luogo comune che lega gli edifici di terra alla povertà e alla sporcizia. Mentre sappiamo, perché sono sotto i nostri occhi, che gli edifici ben costruiti durano centinaia di anni.  

Nonostante questo, l’Italia, come altri paesi ha rischiato di perdere questa conoscenza tecnica. Infatti, nel nostro paese si è smesso di costruire con la terra intorno agli anni ’40, anche se casi sporadici sono stati documentati fino alla metà degli anni ’70. Questo abbandono progressivo è avvenuto sotto la spinta dei nuovi materiali e l’euforia del primo dopoguerra. 
-

 Casa in pisé (USA)    Casa in pisé (USA)

Purtroppo assistiamo oggi, nei paesi del terzo mondo, alle stesse forme di pregiudizio già viste nei paesi sviluppati

In occidente, il rischio di perdita di questo know how è ormai quasi del tutto scongiurato. In parte perché molte popolazioni non hanno mai messo in dubbio la bontà della tradizione costruttiva locale, in altri casi perché un piccolo esercito di studiosi e appassionati ha continuato a credere nelle potenzialità di queste tecniche costruttive, e per decenni ha continuato a studiare e migliorare le tecniche tradizionali per renderle più attuali.

Oggi è la coscienza ambientalista, diffusa ormai a livello planetario, a dare alla terra cruda una nuova opportunità. Infatti, sono proprio i paesi più sviluppati a costruire con la terra una nuova generazione di edifici di terra. A partire dagli USA, dove non si è mai smesso, o l’Australia, dove l’uso dei materiali e le tecniche naturali nella realizzazione di edifici è prioritaria. Ma anche Austria , Canada, Olanda, e persino l’Italia, dove il lodevole sforzo di un nutrito gruppo di professionisti e artigiani sta dando il giusto valore a una millenaria tradizione locale.

Le principali caratteristiche riconosciute alla terra cruda sono:

1-    La reperibilità del materiale;

2-    Il livello di risparmio energetico nella sua elaborazione;

3-    L’alto livello di isolante termico e acustico;

4-    La facilità di dismissione dei materiali alla fine della vita utile dell’edificio;

5-    La capacità di regolare il livello di umidità all’interno degli ambienti;

6-    La facilità di apprendimento delle tecniche costruttive da parte di chiunque;

Le principali controindicazioni imputate sono legate, ad esempio, allo spessore dei muri, che riduce sensibilmente la metratura utile degli edifici, aspetto non trascurabile nelle aree urbane. Oppure alla necessaria protezione dei muri dalla pioggia e dall’umidità proveniente dal terreno. E altri ancora che però trovano spesso soluzione mediante semplici ed economici accorgimenti.

Ma ciò che è più importante dire è che i costi ambientali di un edificio di terra sono notevolmente inferiori a quelli di un edificio “tradizionale” sia nella fase di produzione dei componenti, che in quella costruttiva. Sia durante la vita utile dell’immobile che al momento della sua dismissione.

Questa è, probabilmente, la ragione principale per cui oggi c’è tanta attenzione attorno all’architettura di terra.
-
  Casa in pisé (Francia)
-
  Moschea in adobe (Egitto)
-
  Auditorium in pisé (Australia)

------------------------------------------------------------------------------------
Benito De Sensi Ortiz
Architetto Italo-Venezuelano impegnato nello studio dell'architettura di terra e nella sua divulgazione. Autore del sito
http://www.terracruda.com
Membro del forum Iberoamericano sulla'architettura di terra ArquiTerra. Moderatore del forum "TERRA CRUDA" del portale sull'architettura www.buildlab.it 
Laureato con una tesi sull'architettura di terra e la climatizzazione naturale.
Specializzato in "Construccion con tierra" presso la Fundacion Navapalos, corso di specializzazione in collaborazione con l'Universidad de Valladolid, Spagna.



        HOME                                                                                               SU

 

 Copyright © 2002-2005 costruzioni.net