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1.
Premessa
Uno
dei problemi che in futuro si presenteranno in maniera
drammatica è quello della difficoltà di reperimento
d’acqua potabile in quantità sufficiente a soddisfare
il sempre crescente fabbisogno. I settori di intervento
per ottenere buoni risultati non sono limitati, come si
è portati a credere, alle sole fonti ma spaziano in
molti campi uno dei quali è la razionale costituzione e
gestione delle reti di distribuzione.
2.
Difetti
delle reti di distribuzione classiche
Caratteristiche
comuni alla maggior parte delle reti di distribuzione
sono quelle di essere dimensionate per il funzionamento
critico (ora di punta del giorno di massimo consumo) e
di funzionare a pressione di partenza fissa data di
solito dal serbatoio di testa. Tali particolarità, nel
passato molto apprezzate e ancor oggi consigliate dalla
letteratura tecnica, presentano il grave inconveniente
di un funzionamento ottimale limitato a periodi
brevissimi quali sono quelli di elevata richiesta
dell’utenza, mentre per la stragrande maggioranza
della durata annua di funzionamento, che, come ben noto,
presenta consumi bassi o medio-bassi, si registrano
eccessive pressioni di consegna dell’acqua
all’utenza causata delle limitate perdite di carico
che tali portate provocano percorrendo le condotte.
Risultato
eclatante è un vertiginoso aumento delle perdite
occulte nelle condotte di rete rispetto a quelle che si
riscontrerebbero se la pressione fosse contenuta
costantemente entro valori normali.
3.
La
rete ideale
La
moderna tecnologia acquedottistica permette di concepire
reti di distribuzione completamente diverse
da quelle classiche di cui al cap. 2
e quindi in grado di ridurre i difetti descritti.
Si
tratta di sostituire il serbatoio di testa con un
dispositivo di alimentazione a pressione variabile
asservita alla pressione finale misurata nei punti caratteristici della rete, dispositivo
costituito, in caso di acquedotto a sollevamento
meccanico, da pompe velocità variabile e, nel caso di
reti funzionanti a gravità, da valvola di regolazione
della pressione anch’essa asservita a quella finale di
rete. La condizione di
base che deve essere soddisfatta in ogni
condizione di funzionamento, e quindi durante tutto
l’arco temporale di tutte le giornate dell’anno
tipo, sia di giorno che di notte, è quindi
quella di una pressione finale di consegna
dell’acqua all’utenza che, per definizione, non deve
essere costante durante le 24 ore della giornata ma
variabile secondo un grafico preimpostato ma tarabile
sulla base delle esperienze effettive di esercizio e che
presenta la caratteristica di essere più elevato nelle
ore di punta, di avere valori medi durante le ore di
normale consumo ed infine bassi valori durante i periodi
di bassi consumi e particolarmente durante la notte. Ad
esempio il grafico potrebbe imporre dalle ore 7 alle 10
e dalle 17 alle 20 della giornata tipo, periodo nel
quale statisticamente si verificano consumi
dell’utenza elevati, una pressione sul suolo di 35 m,
nelle altre ore diurne e serali una pressione di
25 m. mentre dalle 23 alle ore 5 quando si hanno normalmente
consumi dell’utenza prossimi allo zero, una pressione
sul suolo di soli 15 m sufficiente per l’adduzione
delle bassissime portate che si hanno in rete. Il
dispositivo regola automaticamente la pressione in
uscita dagli impianti di produzione in modo che la
pressione effettiva finale in condotta, automaticamente
rilevata dagli strumenti
disseminati in rete, si avvicini, a meno di una
preimpostata tolleranza, alle pressioni del grafico
descritto.
Una
rete come quella descritta, oltre che presentare
contenuti consumi energetici di sollevamento meccanico
dell’acqua, dato dalla minore prevalenza di pompaggio,
offre il grande vantaggio di una marcata riduzione delle
perdite di occulte. Considerato che non è raro che un
acquedotto di
tipo classico denunci percentuali di perdita pari al
50-60% dell’acqua totale immessa in rete, l’adozione
delle regole indicate può ridurre la perdita fino ad
ottenere un valore del 25-30 % !.
Si
noterà come il funzionamento della rete ideale citata
sia totalmente diverso da quello della rete classica
che, essendo a pressione di partenza fissa, consegna
l’acqua all’utenza con pressioni normali soltanto
durante le ore di punta del giorno di massimo consumo
mentre in tutte le altre ore e soprattutto durante le
notti dei periodi invernali o piovosi quando i consumi
sono minimi, la pressione di consegna è elevatissima
con tutte gli inconvenienti che ciò comporta. In realtà
questo è un fenomeno puramente teorico raramente
riscontrabile per il semplice motivo che non è vero che
la portata notturna da immettere in rete sia prossima
allo zero: l’aumento notturno delle perdite assume un
valore così elevato che in condotta si hanno comunque
portate rilevanti e che, in luogo di soddisfare
l’utenza, finiscono per essere disperse nel terreno.
4.
Particolarità
della rete ideale
La
costituzione della rete ideale presenta delle
caratteristiche generali che la differenziano
notevolmente da quella classica in molti dei suoi
settori.
Il
fatto di funzionare a pressione variabile, vanifica, in
primo luogo, la funzione che normalmente svolgono i
serbatoio pensili o comunque in quota. Quando sono
preesistenti o quando si vuole comunque dotare la rete
di volumi d’acqua in quota pronti ad entrare in rete
in caso di qualche fuori servizio, devono si deve
installare un dispositivo automatico che, durante il
normale funzionamento, li intercetta mantenendoli pieni
e che li collega alla rete solo in caso di una
imprevista mancanza di pressione. Anche gli eventuali
serbatoi di rete destinati alla compensazione delle
portate così come le centrali di sollevamento devono
essere concepiti, diversamente da quelli usuali, in modo
da soddisfare le particolari esigenze dettate dalla
variabilità della pressione. Una loro descrizione con
modalità di progettazione ed esercizio, è visibile nel
sito http://altratecnica.3000.it
dove figura anche un esempio di rete a pressione
variabile completo dei calcoli di verifica nonchè suo confronto con una rete analoga ma di tipo
classico condotto tramite simulazione dinamica del
funzionamento idraulico delle reti magliate
complete di serbatoi e centrali di sollevamento e
risollevamento.
Si
deve infine rilevare come la rete ideale di cui si
discute possa essere dimensionata, al contrario di
quella classica, non sulla base della portata massima
dell’ora di punta ma di quella media giornaliera in
quanto sarà possibile far fronte ai prelievi
eccezionali semplicemente forzando la pressione stessa..
Ne risulta una rete economicamente conveniente sia per
quanto riguarda i costi di costruzione dati dai minori
diametri delle condotte sia nelle spese di esercizio in
quanto il bilancio energetico annuo risulta comunque
molto contenuto considerato che il funzionamento durante
l’anno tipo è, per la stragrande maggioranza del
tempo, effettuato a pressione bassa o medio bassa.
Per
quanto riguarda le possibili critiche che possono essere
mosse alla rete ideale in quanto mancano i grandi volumi
in quota cui, nella rete classica,
viene affidato il compito di assicurare il
rifornimento idropotabile in caso di
guasti, si fa presente come una rete
razionalmente concepita possa offrire garanzie anche
maggiori di quelle date dai serbatoi di rete, grazie a
particolari accorgimenti la cui descrizione è riportata
nel sito http://altratecnica.3000.it
più
volte citato.
Si
accenna, infine, ad una nuova importante opportunità
che può rivoluzionare in senso positivo l’esercizio
delle moderne reti di distribuzione: quella
dell’integrazione tra impianto di telecontrollo e
telecomando dell’acquedotto e la
rete Internet che rende possibile al personale
addetto che sia in possesso delle relative password, di
effettuare controlli e comandi di tutte le
apparecchiature elettroidrauliche di uno qualsiasi degli
acquedotti collegati agendo da un qualunque ufficio o,
addirittura, stando comodamente a casa propria.
5.
Conclusioni
Si
è messo in evidenza come l’adozione di regole tutto
sommato semplici, possano consentire, oltre che una
sensibile economia energetica per il sollevamento
meccanico dell’acqua, una rilevante riduzione delle
perdite di rete il che contribuisce notevolmente alla
risoluzione del problema della difficoltà sempre
crescente di poter reperire acqua potabile in quantità
sufficiente a coprire il fabbisogno. Al riguardo
ulteriori importanti migliorie possono ottenersi agendo
in molti altri campi della complessa struttura degli
acquedotti tra i quali, non trattati nella presente
breve relazione, figurano la ricerca ed eliminazione
delle perdite residue, la automatizzazione e
razionalizzazione della rete, delle stazioni di
pompaggio e dei serbatoi di compenso, la verifica
automatica del funzionamento idraulico ed infine la
integrazione con la rete Internet. Esse sono descritte
in dettaglio nel sito http://altratecnica.3000.it
dove
è riportato anche un esempio completo di rete ideale ed
il suo raffronto tecnico-economico con una analoga rete
di tipo classico.
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