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Movimento degli studenti della laurea tradizionale (V.O.)
delle facoltà di ingegneria italiane
comunicato
04.03.2012
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Proroga esame di Stato. Il Movimento ottiene il sine die, ma il Presidente
della Repubblica rovina la festa.
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| a cura del Movimento Nazionale DPR328 | Data di pubblicazione:
03/2012 |
Non
erano bastate le limitazioni introdotte nel Decreto Milleproroghe
(d.l.29 dicembre 2011, n. 216) varato a dicembre,
a cambiare le carte in tavola su uno strumento finalizzato alla risoluzione
di una serie problemi, ma di fatto rimasto inutilizzato. Il ricorso alla
fiducia ha limitato l'azione del Parlamento a fronte alle intenzioni dei
deputati di dare risposte a quelle categorie, rimaste inascoltate da parte
del Governo.
In aggiunta a tutto questo, anche l'intervento del Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, che con una lettera inviata recentemente alle Camere,
ha ribadito l'obbligo di inserire nei decreti (in questo caso il Decreto
Semplificazioni - d.l. 9 febbraio 2012, n. 5), solo emendamenti
attinenti con l'oggetto del decreto stesso. Ci sarebbe molto da dire quanto
a logica e coerenza in un atteggiamento del genere, che ha avuto come
conseguenza solo quello di lasciare inascoltate tutta una serie di categorie
costringendo i parlamentari a salti mortali, nel tentativo di risolvere
situazioni rimaste in sospeso. Fra queste la nostra.
Proprio
così avete letto bene, gli studenti e i laureati di Ingegneria
e Architettura del vecchio ordinamento, erano finalmente
riusciti ad ottenere la presentazione di un emendamento con cui si accoglievano
in pieno le richieste avanzate fino ad ora.
Un emendamento senza limiti temporali che rispettava finalmente
i diritti degli oltre 80000, (per citare solo gli studenti di ingegneria)
ancora iscritti ai corsi dell'ordinamento previgente la riforma universitaria
del 2001 (e questo con buona pace di chi aveva provato ad ipotizzare il
contrario).
Il merito anche per questa volta è dell'ex ministro Giorgia
Meloni, che ha nuovamente preso a cuore il problema, interessandosi
in prima persona nel portare all'attenzione la questione, questa volta
non più in veste di rappresentante del Governo, bensì come
deputata del Parlamento. Un impegno portato avanti a più riprese,
senza indugi o ripensamenti e di grande coerenza e rispetto nei confronti
della nostra categoria.
Dopo mesi di silenzio, siamo qui a raccontarvi il lavoro svolto dai referenti
del Movimento 328, ragazzi che hanno speso impegno e tempo per cercare
di difendere i propri diritti ingiustamente lesi da un provvedimento i
cui esiti hanno dimostrato e continuano a dimostrare tutto il fallimento.
Tornano nuovamente alla ribalta gli interlocutori che durante il 2010, ebbero modo di seguire la nostra vicenda e che anche quest'anno, si sono interessati per noi: l'ex Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il dott. Francesco Fera ex consulente del Ministro e il dott. Raffaele Perna ex primo consigliere del Ministero della Gioventù e per Bari Caterina Rinaldo e Danilo Sciannimanico.
A coadiuvare il lavoro di lettura degli atti parlamentari Pasquale Allegro.
I provvedimenti che hanno visto l'intervento dell'onorevole Meloni (e non solo), sono stati due: innanzitutto il Decreto Semplificazioni, attualmente in corso di conversione in legge alla Camera dei Deputati, e prima ancora il Decreto Milleproroghe, varato dal Goveno a dicembre. Andiamo per ordine:
Questo il testo dell'ultimo emendamento, presentato all'interno del Decreto Semplificazioni:
"Proposta
emendativa pubblicata nel Bollettino delle Giunte e Commissioni del 29/02/2012
48.3.
All'articolo
48 aggiungere, infine, il seguente comma:
2-bis. I possessori dei titoli conseguiti secondo l'ordinamento previgente
alla riforma di cui al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509 del
Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica,
e ai relativi decreti attuativi, svolgono le prove degli esami di Stato
per le professioni di dottore agronomo e dottore forestale, architetto,
assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, ingegnere e psicologo
secondo l'ordinamento previgente al decreto del Presidente della Repubblica
5 giugno 2001, n. 328. Meloni Giorgia"
(link
all'ememdamento 48.3)
Come potete leggere, l'intenzione era quella di risolvere una volta per tutta il nostro problema, così come auspicato da sempre.
Non è tutto. Infatti non si è trattato dell'unico emendamento presentato:
A partire da dicembre, sono stati portati in Parlamento, in occasione della conversione in legge del Decreto Milleproroghe, ben due provvedimenti:
- emendamento 14.303 a firma Giorgia Meloni alla Camera
"Proposta
emendativa pubblicata nell'Allegato A della seduta del 25/01/2012
14.303.
Aggiungere,
in fine, il seguente comma:
2-sexies. Il termine di cui all'articolo 3, comma 1-bis, del decreto legge
9 maggio 2003, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 luglio
2003, n. 170, già prorogato da ultimo dall'articolo 1 del decreto
legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 febbraio 2011, n. 10, è prorogato al 31 dicembre 2012.
Meloni Giorgia"
(link
all'emendamento 14.303)
-
emendamento 14.25 a firma Saltamarini, Bonfrisco (sempre per tramite di
Giorgia Meloni) al Senato
"Proposta di modifica n. 14.25 al DDL n. 3124
"14.25
SALTAMARTINI, BONFRISCO
Dopo l'ultimo comma, aggiungere il seguente:
«2-sexies. Il termine di cui all'articolo 3, comma 1-bis del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 2003, n. 170, già prorogato da ultimo dall'articolo 1 del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, è prorogato al 31 dicembre 2012»". (link all'emendamento 14.25)
purtroppo gli esiti non sono stati favorevoli e questo a causa del parere contradditorio dei relatori Malan (PdL) e Mercatali (Pd) oltre che dello stesso Governo. Un atteggiamento inspiegabile.
In aggiunta a questi provvedimenti è da segnalare, l'emendamento 6.0.1 a firma Vittoria Franco (PD) e altri, che si è avuto grazie alla collaborazione di Tommaso De Natale sempre di Bari, intervenuto in fase di conversione del decreto milleproroghe, in modo non programmato, ma nel pieno rispetto delle nostre indicazioni. Tommaso De Natale ha contattato autonomamente la Senatrice, che si è resa immediatamente disponibile ad intervenire.
"Proposta di modifica n. 6.0.1 al DDL n. 3124
6.0.1
Vittoria Franco, Rusconi, Ceruti, Mariapia Garavaglia, Marcucci, Procacci, Soliani, Vita, Blazina
Dopo l'articolo aggiungere il seguente:
«Art. 6-bis.
(Proroga per l'accesso alla professione dei laureati in ingegneria)
1. Il termine di cui all'articolo 3, comma 1-bis, del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 2003, n. 170, come prorogato ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2012»". (link all'emendamento 6.0.1).
Cosa è successo ai nostri emendamenti? Ve lo spieghiamo pubblicando anche gli interventi nelle Commissioni parlamentari che riportano chi e perchè ha creato delle inutili difficoltà (questo per dare modo a tutti di ricordarsi di chi NON ha avuto a cuore gli interessi della nostra categoria).
Nel
caso del Decreto Milleproroghe, come avrete capito non è
stato possibile intervenire direttamente nel testo del Governo,
essendo cambiati improvvisamente gli interlocutori.
Questo non ha fatto venire meno l'impegno dell'Onorevole Meloni
e dei suoi collaboratori nei nostri confronti, che sono intervenuti
in sede di discussione parlamentare. Anche questa volta, tutta barese
l'azione che ha visto in prima linea la presentazione del problema e il
tentativo di risolverlo. Il 22 dicembre il primo contatto tra Caterina
Rinaldo e Francesco Fera relativamente alla
presentazione dell'emendamento 14.303 alla Camera
dei Deputati e la conseguente preparazione dell'istruttoria a
cura del Dott. Raffaele Perna. L'emendamento
viene presentato in Camera, ma a seguito delle "blindature"
del Governo, risulta impossibile lavorare in Commissione, come la stessa
Giorgia Meloni avrà modo di riferire a Caterina Rinaldo, in occasione
di un incontro avutosi successivamente a Bari. L'emendamento
viene presentato in Commissione e in Aula, dove però verrà
posta anche la questione di fiducia.
Non
ci arrendiamo e proviamo a ripresentare l'emendamento in Senato, il numero
è il 14.25.
Come si legge dalle relazioni delle Commissioni, esso riceve parere
contrario da parte dei relatori Malan (PdL) e Mercatali (PD) oltre che
dello stesso Governo e va pertanto in votazione venendo respinto:
"Legislatura 16º - Commissioni 1° e 5° riunite - Resoconto sommario n. 27 del 09/02/2012
L'emendamento
13.0.1 è accantonato, mentre gli identici 13-bis.1, 13-bis.2, 13-bis.3e
13-bis.4sono respinti, come pure il 13-bis.5 e il 13-bis.6, previo parere
contrario dei Relatori e del rappresentante del Governo.
Anche gli identici 14.3, 14.4, 14.5, 14.6, 14.7 e 14.8 sono respinti,
con l'avviso contrario dei Relatori e del rappresentante del Governo,
come pure il 14.9. Accantonato il 14.10, è respinto il 14.11.
Gli emendamenti 14.12, 14.13, 14.14 e 14.15 sono accantonati, mentre il
14.18 e il 14.20 sono respinti. Dopo che il relatore MERCATALI (PD) ha
ritirato gli emendamenti 14.21 e 14.22, con il parere contrario
dei Relatori e del rappresentante del Governo
sono respinti il 14.23, 14.25 e 14.0.1".
Si trattava sicuramente di un problema di enorme portata, in grado di mettere in crisi l'Italia intera per meritare tanta attenzione! Evidentemente è più facile accanirsi contro dei ragazzi, che risolvere una questione che non comporta alcun costo nel bilancio. In Parlamento si sa, non decidiamo noi.
Sempre
in Senato era stato presentato un altro emendamento identico al 14.25,
il 6.0.1 a cura della Senatrice Vittoria Franco
che insieme ad altri aveva accolto la richiesta di Tommaso De
Natale sempre di Bari, che dopo avere manifestato la sua intenzione
a collaborare con noi (ripetiamo avvenuto in modo del tutto casuale),
era riuscito a fare leva anche sul partito d'opposizione, affinchè
finalmente intervenissero su una questione, anche per loro, nota da anni.
Nel caso dell'emendamento 6.0.1, il relatore
ha inizialmente invitato i presentatori all'accantonamento (meglio all'accantonamento
di tutti gli emendamenti del gruppo 6, tra cui anche il nostro),
per poi invitare al ritiro degli stessi. Così
è stato. L'emendamento 6.0.1 è stato ritirato, senza essere
sottoposto democraticamente a votazione. Come si legge dal resoconto
delle Commissioni riunite:
"Legislatura 16º - Commissioni 1° e 5° riunite - Resoconto sommario n. 27 del 09/02/2012
Il senatore LEGNINI (PD) ritira l'emendamento 2.1, preannunciandone la trasformazione in ordine del giorno, che viene accolto dal Governo.
L'emendamento 2.2 è respinto, mentre il 2.0.1 è accantonato. Con il parere contrario dei Relatori e del rappresentante del Governo, gli emendamenti identici 3.1 e 3.2 sono respinti, mentre il 4-bis.1e il4-bis.2 sono accantonati su richiesta del senatore Mascitelli. Respinto il 5.1, su proposta dei Relatori, le Commissioni convengono di accantonare tutti gli emendamenti riferiti agli articoli 6 e 6-bis, in vista della riformulazione di alcune proposte.
In proposito, al fine di non alimentare attese che potrebbero non essere soddisfatte, il sottosegretario POLILLO precisa che una volta individuati gli emendamenti sui quali potrà esprimere un parere favorevole, il Governo proporrà ai presentatori degli altri emendamenti riferiti agli articoli 6 e 6-bis l'invito a ritirarli".
Successivamente a questo evento, Giorgia Meloni è
nuovamente venuta a Bari, e grazie alla disponibilità di Francesco
Fera, Caterina Rinaldo ha avuto la possibilità
di riferire rispetto agli esiti dell'emendamento 14.25.
Immediata le reazione per capire cosa fosse accaduto, e immediata
l'intenzione di trovare una soluzione con il decreto semplificazioni attualmente
in corso di approvazione alla Camera. Così è
stato.
A differenza degli altri tre emendamenti, questo ulteriore provvedimento accoglieva in pieno le nostre richieste. Cioè era un sine die. Sembrava che finalmente le nostre richieste fossero state ascoltate. A rovinare tutto il lavoro svolto fino ad ora, (come se non fossero bastati interventi inopportuni di alcuni colleghi, sia in mailing che privatamente a interferire con il lavoro dei referenti), è intervenuto il Presidente Napolitano, che ha inviato una lettera alle Camere in cui si invitava a inserire nei decreti solo emendamenti che fossero coerenti con l'oggetto del decreto stesso. Certo tutto questo avrebbe avuto una sua logica se si fosse consentito di lavorare attraverso gli strumenti appositamente preposti, nel nostro caso il Milleproroghe. Ancora più logico, sarebbe stato risolvere una volta per tutte questo problema già da diversi anni.
Così mentre si attendeva la pubblicazione degli emendamenti al
Decreto Semplificazioni, essendo stata fissata la scadenza per
la presentazione, al 28 febbrario 2012, è giunta
la brutta notizia dell'impossibilità di lavorare anche
attraverso questo ulteriore provvedimento. Lasciamo agli
oltre 8000 interessati le considerazioni su quanto abbiamo
riferito e invitiamo i colleghi a leggere con attenzione gli interventi
che abbiamo riportato, in maniera da avere un quadro chiaro su
chi ha materialmente lavorato sulla pelle degli studenti e dei laureati
in Ingegneria e Architettura del vecchio ordinamento oltre che su tutte
le altre categorie interessate.
Decreto semplificazioni ? Forse potremmo ribattezzarlo "Decreto complicazioni"
... voi che ne pensate ?
Per
informazioni:
Movimento Nazionale DPR328
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Nazionale DPR328
Ultimo aggiornamento: 04-03-12
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